Adozione del Prg di Lanciano, il Tar respinge ricorso di Italia Nostra

Il Tribunale amministrativo regionale, sezione di Pescara, il 26 gennaio scorso, ha definitivamente respinto il ricorso proposto da Italia Nostra contro la delibera del 22 dicembre 2008, giorno in cui il consiglio comunale di Lanciano adottò il nuovo piano regolatore generale. Tre i motivi sui quali si fondava il ricorso. I primi due, che riguardavano le legittimità della procedura di valutazione ambientale strategica. L’associazione aveva sostenuto che il Comune di Lanciano aveva espresso parere sulla VAS e parere di verifica della ‘sostenibilità ambientale della pianificazione’. Il Tar ha evidenziato che la Regione Abruzzo, “per procedere celermente alle procedure di approvazione dei piani comunali, ha conferito ai comuni attribuzioni riferite anche alla procedura VAS”. Il terzo motivo di ricorso, riguardava, invece, la cosiddetta perequazione urbanistica, in base alla quale i proprietari dei lotti possono acquisire diritti edificatori dietro cessione della titolarità di aree da destinarsi ad attrezzature o a finalità pubbliche. Per Italia Nostra, la previsione non sarebbe disciplinata da alcuna legge nazionale e regionale e sarebbe contraria alla tecnica di pianificazione dello zoning. Inoltre, sempre secondo l’associazione, non essendo state individuate delle aree ben precisate, tale perequazione non sarebbe in concreto destinata a reperire delle aree specifiche da destinare a pubblici servizi, ma unicamente ad incrementare il carico urbano. Anche in questo caso, il Tar ha respinto, in quanto la ‘scelta di non procedere secondo lo schema tradizionale dell’espropriazione è frutto di un’attività di pianificazione senza dubbio nuovo, che si propone di raggiungere gli obiettivi di riqualificazione urbanistica di ampie zone del territorio comunale senza ricorrere alla procedura espropriativa, previa imposizione dei vincoli di destinazione e che quindi trova la sua ragione e convenienza nell’evitare le lungaggini ed il peso economico del procedimento espropriativo ordinario. L’impiego di tale tecnica, consente di addivenire al conseguimento degli obiettivo di pubblico interesse senza un’eccessiva penalizzazione degli interessi privati, coinvolgendo i proprietari dei terreni dei precisi obiettivi di sviluppo”.

Nella sentenza il tribunale amministrativo ha compensato le spese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *