Fiera Lanciano, sì condizionato dell’IdV al risanamento dell’ente

“Perché negli anni c’è stato l’accumulo del  debito? Quali e quanti gli errori commessi? Quali fattivi e concreti obiettivi  ci si  intende porre per  rilanciarla? Volendo paragonare la nostra Amministrazione ad una famiglia, siamo disposti ad investire dei soldi senza capire da chi e con quali prospettive questo denaro verrà gestito?”

E’ quanto si domanda il capogruppo dell’IDV al comune di Lanciano, Gabriele Di Bucchianico, circa “l’Ente Fiera, peculiarità e storia del nostro territorio” che mostra di non avere autonome e sufficienti risorse per risollevare le sorti di un Consorzio ormai troppo vicino ad un inevitabile fallimento.

“Questa la considerazione che scaturisce dalla rilevazione di una  situazione “di fatto” ormai consolidata,  che si propone all’attenzione dei cittadini lancianesi – dice Di Bucchianico -. Bisognerebbe, però, fare lo sforzo di  andare oltre e cercare di capire; analizzare nel dettaglio e con la necessaria onestà intellettuale, anche la “STORIA”  di questo Ente. Analizzare per capire! Capire come in 50 anni di attività, sia stato possibile accumulare e consolidare, anno dopo anno, bilanci in negativo; capire quali gli errori commessi, quali le programmazioni fallimentari, quali le iniziative improduttive. Analizzare per individuare quali e quante le carenze progettuali che   hanno provocato il ristagno economico di un Consorzio sempre uguale a sé stesso e per questo, incapace di attuare le proprie potenzialità. In concreto, dunque, analizzare e confrontarsi per comprendere  se l’attuale situazione fallimentare è solo il risultato di una  gestione poco  oculata e lungimirante  o se imputabile ad una più grave incapacità di rispondere alle richieste di un mercato  che si trasforma  e verso cui la Fiera si è proposta con modalità progettuali inadeguate e logiche anacronistiche tali da determinare un bilancio disastroso. La necessità di fare tutto il possibile per salvare l’Ente Fiera,  è profondamente sentita ed assolutamente condivisibile – afferma l’esponente frentano dell’IdV -. Non ci si può, dunque, limitare a rimpinguare le casse senza agire sulle cause che ne hanno provocato lo svuotamento, nel rispetto  del valore del denaro pubblico e della dignità del contribuente. E allora: si al versamento di un contributo annuale se, però, questo porta con sé un nuovo e più funzionale assetto manageriale che, contestualmente, preveda anche un taglio delle spese dell’Ente dando finalmente vita ad un un nuovo statuto che tenga poco conto delle correnti politiche, ma più a cuore le sorti del Consorzio, deliberando  e scegliendo  esclusivamente in funzione di competenze specifiche e professionali. Salviamo la Fiera  si, ma nel pieno  rispetto di chi la dovrà sovvenzionare : i contribuenti… noi tutti”.

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