Stupro a Pizzoli, s’aggrava la posizione del militare del 33° Reggimento Aqui

Gli esami eseguiti dal Reparto investigativo scientifico dei carabinieri di Roma potrebbero portare nelle prossime ore a una svolta nelle indagini sullo stupro avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi alla discoteca “Guernica” di Pizzoli, nell’aquilano. Il sangue e le tracce biologiche trovate sulla camicia e sul braccialetto del militare di 21 anni, originario della provincia di Avellino, in servizio presso il 33° Reggimento Aqui, a L’Aquila, sono della giovane studentessa di Tivoli.  Anche sulla mano del soldato, c’erano tracce di sangue della ragazza. Su di lui sono concentrate tutte le attenzioni, dal momento che fuori del locale, è stato bloccato dal buttafuori con gli indumenti ancora sporchi di sangue. Il caporale, indagato insieme a due commilitoni che erano con lui e la fidanzata di uno di questi, secondo il racconto fatto, si sarebbe appartato con la studentessa presso la Facoltà di Ingegneria del capoluogo, e solo in un secondo momento il rapporto sarebbe sfociato in una autentica violenza. Tanta visto che quando la giovane è stata trasportata all’ospedale San Salvatore, i medici sono stati costretti ad intervenire con una quarantina di punti di sutura nell’area genitale. Le analisi del sangue avrebbero riscontrato un rilevante tasso alcolemico al momento del ricovero. Lì la giovane, una volta finita sotto le cure dei medici, avrebbe urlato “volevano uccidermi. La frase è stata riferita alla madre – secondo quanto ha raccontato l’avvocato di famiglia, Enrico Maria Gallinaro.

Stamattina gli altri due commilitoni, uno di Avellino, l’altro de L’Aquila, sempre del 33/Esimo reggimento, sono stati nuovamente sentiti dal pm titolare dell’inchiesta, David Mancini per chiarire alcuni passaggi della loro iniziale deposizione, ritenuta discordante. I due sostanzialmente hanno ribadito di non avere avuto a che fare con la brutale aggressione della giovane studentessa universitaria. Sono stati ascoltati anche alcuni medici, in particolare quelli del 118 intervenuti nei pressi della discoteca per soccorrere la giovane, e quelli che le prestarono la prime cure in ospedale. Infine stamane è stata dissequestrata l’auto del giovane militare aquilano sulla quale sono state rinvenute tracce di sangue e biologiche. Proprio nell’autovettura, i quattro giovani erano stati bloccati subito dopo il ritrovamento della ragazza.

A Teramo, per un’altra storia di abuso, stavolta su una sedicenne, il gip Marina Tommolini, ha convalidato il fermo del marocchino di 28 anni, su cui grava l’accusa di aver abusato sessualmente della giovane, avvenuta nella notte tra lunedì e martedì scorso. L’extracomunitario ha negato ogni addebito ma il giudice ha disposto per lui l’ordine di carcerazione. Nel corso dell’interrogatorio, il magistrato gli ha contestato un secondo episodio di violenza sempre ai danni dall’adolescente, avvenuto a dicembre. La minorenne sarebbe stata oggetto di abusi da parte di un gruppo in cui era presente il marocchino.

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