Stupro di Pizzoli, alla stretta finale l’inchiesta

Potrebbe essere a una svolta l’inchiesta sullo stupro ai danni della giovane studentessa laziale davanti alla discoteca Guernica di Pizzoli, nel week end di una settimana fa.  Lo ha ammesso oggi il procuratore capo della Repubblice de L’Aquila, Alfredo Rossini: “Ci troviamo in una fase abbastanza avanzata – ha detto -, acquisito elementi utili per fare chiarezza su un episodio i cui contorni giudico gravi. Il procuratore non ha aggiunto altro, ma i carabinieri della Compagnia de L’Aquila e quelli del Reparto operativo, hanno continuato a sentire testimoni e altri interlocutori come persone informate sui fatti. Tra gli altri, ci sono persone già ascoltate e chiamate a chiarire alcune contraddizioni nelle precedenti diposizioni. I sospettati, iscritti sul registro degli indagati, rimangono quattro, tre militari di stanza a L’Aquila e una ragazza fidanzata di uno di questi. La posizione più grave è di uno dei due campani, trovato con macchie di sangue sulla camicia, sulla mano e sul braccialetto, che gli analisti del Ris hanno stabilito essere della vittima.

Intanto è già scontro tra i legali delle parti. Alberico Villani, legale del militare sul quale si addensano i maggiori sospetti sullo stupro, ritiene che il rapporto con la ragazza sia stato consenziente: “i fatti sono avvenuti fuori dalla discoteca – dice -, i due giovani si sono conosciuti dentro, qualche atto amoroso è cominciato all’interno ed è proseguito e culminato fuori”. L’avvocato che dice di essersi fatta una idea dopo aver ascoltato più volte il giovane militare, chiarisce che assiste il giovane e che non è il legale di fiducia «per il semplice fatto che finora non c’è stato bisogno della nomina di un difensore perché non c’è nessun atto giudiziario per il quale è previsto il legale”. E le ferite riportate dalla giovane? “Non sono state provocate da un atto sessuale non voluto – spiega Villani -, la ragazza non è stata costretta. Nell’ambito dell’atto sessuale è capitato accidentalmente che ci sono state ferite, potrebbe essere una pratica sessuale andata al di là delle intenzioni, e quindi un fatto accidentale. Saranno i medici a stabilirlo – ha continuato – comunque, il problema nel processo è stabilire, ancorché ci sia stato un atto sessuale, se questo era voluto o no. E quindi se c’è stata un volontarietà di lesioni finalizzata ad un atto sessuale”. Nel sottolineare di “apprezzare la magistratura per la cautela che sta adottando nello stabilire la dinamica dei fatti e chiarire la vicenda”, l’avvocato Villani ha spiegato che “c’è il massimo rispetto e la massima comprensione per la ragazza che ha subito gravi ferite”. Però chiarisce che “a favore del giovane militare c’è il fatto che la ragazza ha parlato con tutti fuorchè con gli inquirenti, naturalmente è più facile parlare con la madre. Dovrà spiegare – ha continuato – il perché e il motivo per il quale è uscita fuori dal locale con il freddo e la neve insieme al suo giovane coetaneo”. Secondo il legale non ci sarebbe stato nessun corpo estraneo nell’atto sessuale, che i due giovani commilitoni e la giovane non sono intervenuti in nessuna fase e che il giovane militare, molto impaurito, quando ha visto il sangue è rientrato nella discoteca per chiedere aiuto.

“Secondo me potrebbe essere tentato omicidio: è ampiamente probabile un cambiamento di imputazione. È chiaro che sarà la pubblica accusa a decidere il reato da contestare – afferma dal canto suo Enrico Maria Gallinaro, legale della studentessa, commentando alcune indiscrezioni, che emergono dagli ambienti investigativi, secondo cui il capo di imputazione nei confronti del o dei responsabili del fatto da abuso sessuale e lesioni gravissime potrebbe trasformarsi in tentato omicidio. Tutto ciò per l’efferatezza del gesto e delle gravissime ferite che potrebbero anche avere delle conseguenze permanenti per la vittima.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *