Sulmona, Scelli contestato da tecnico e giocatori. Il presidente sbatte la parto e se ne va

Sulmona da anni cerca di riconquistare un posizione calcistica di livello dopo gli anni in serie D (dal 1987 al 1995). Non  per nulla in questa stagione ha messo su una signora squadra, con nomi importanti proprio per tornare in alto. Si sono gettate quindi le basi per risalire, anche perché il territorio pelino, colpito già prima della crisi da problemi occupazionali, ha bisogno di tirarsi su. E lo sport, si sa, in queste occasioni, può recitare un ruolo significativo. Così, Maurizio Scelli ‘è sceso in campo’ ed è diventato presidente della squadra di calcio biancorossa, che milita in Eccellenza abruzzese. Il team non è partito come tutti si aspettavano: ha stentato in avvio di stagione, ha cambiato conduzione tecnica, poi ha una striscia di risultati positivi che l’hanno portato nei quartieri alti della classifica. Il tifo è aumentato, in casa quanto in trasferta. Ma si sa, vincere non è sempre legato ai nomi, anzi. Oggi, poi, l’epilogo di una situazione che si è fatta difficile. In programma c’era la presentazione del project financing che prevede la realizzazione di un nuovo stadio di 12 mila posti nel capoluogo peligno. Invece, nel corso della conferenza stampa sono intervenuti a sorpresa anche alcuni calciatori tra cui l’allenatore Joachim Spina, che hanno protestato duramente nei confronti della società Sulmona, che non pagherebbe gli stipendi da oltre due mesi. E non è finita. Scelli, che è anche deputato Pdl, si è dimesso dalla presidenza. Tecnico e squadra sono sbottati e accusano: “oltre agli arretrati sugli stipendi rischiamo lo sfratto perché la società non ha pagato nemmeno i fitti degli appartamenti dove alloggiamo. Domani abbiamo un importante incontro a Termoli per gli ottavi di finale della Coppa Italia dilettanti ma, molto probabilmente resteremo a casa perchè nessuno ci ha comunicato nulla e non sappiamo ancora in che modo e chi ci accompagnerà allo stadio”.

Scelli, più tardi fa sapere d’aver dato la propria disponibilità a rimettere il mandato in previsione dell’acquisto della società da parte di un gruppo di imprenditori che, oltre a rilevare la società si faranno carico della costruzione del nuovo stadio. Per quanto attiene a quanto avvenuto oggi nel corso della presentazione del progetto del nuovo stadio, Scelli, da Roma, dov’era impegnato in Commissione giustizia per il provvedimento che permetterà di salvare i piccoli tribunali abruzzesi di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, ha spiegato che “il ritardo nel pagamento di due mensilità ai giocatori è derivato da rallentamenti burocratici incontrati dal gruppo di imprenditori che già nel dicembre scorso avrebbero dovuto rilevare il Sulmona Calcio”..

Addio sogni di gloria? Chi lo sa. Di certo il divorzio tra Scelli e il club biancorosso sembra insanabile e il futuro, a questo punto, si tinge di nero.

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