Valente: “Sull’ospedale Renzetti non si investe più”. Distretti sanitari, Caramanico contesta la riorganizzaizone

“Ciò che temevamo sta accadendo: con la scusa del nuovo Ospedale non si investe sull’attuale con la conseguenza che le criticità si moltiplicano  nonostante l’impegno encomiabile del personale medico e paramedico”.

E’ preoccupato il vicesindaco Pino Valente (Progetto Lanciano e Rinnoviamo Lanciano) per le sorti delle vicende dell’Ospedale Renzetti. Apprensione dovuta al fatto che dopo la boutade del nuovo ospedale tutto tace in merito ai progetti di rilancio del nosocomio frentano.

“La situazione delle liste di attesa, come evidenziato da alcuni mezzi d’informazione locali, sta diventando insostenibile.Tanti cittadini frentani sono costretti ad emigrare o ad andare dal privato per esami spesso banali e di routine. Paradossale anche la situazione della Risonanza Magnetica che inaugurata in pompa magna il 5 luglio 2011 viene utilizzata solo per i ricoverati ed è preclusa agli esterni. Prendiamo per buone le dichiarazione del direttore sanitario Budassi,ma  non è possibile aspettare ancora tre mesi per far diventare la Risonanza magnetica fruibile da parte di tutte quelle persone che necessitano sottoporsi a tale esame. Nell’attesa dell’arrivo del medico che ha accettato il trasferimento a Lanciano si utilizzi il personale interno trasferendo temporaneamente da Chieti o da Vasto del personale preparato per far entrare a pieno regime il funzionamento di questo indispensabile strumento diagnostico. Inoltre, il mancato investimento sulla degenza ospedaliera rende i reparti vetusti e poco accoglienti:  ci troviamo di fronte a situazioni particolarmente disagiate sia per gli ammalati che per i loro familiari spesso costretti a stare in camere con quattro pazienti e con bagno unico esterno per tutto la camerata”.

Il vicesindaco Pino Valente pretende interventi risoluti da parte della Asl affinché si adoperi per ridurre le liste di attesa dell’Ospedale Renzetti e soprattutto investimenti per rendere decorosa la degenza ospedaliera nei diversi reparti.

“E’ assurdo che i tre anni di governo di centrodestra della Regione Abruzzo abbiano distrutto quanto di buono si stava portando avanti con la gestione Caporossi della rimpianta ex Asl Lanciano Vasto. E’ finito il tempo delle chiacchiere. I nodi stanno arrivando al pettine e le condizioni di salute della sanità frentana sono comatose. Necessitano provvedimenti urgenti per invertire la rotta e per dare speranze ai tanti ammalati frentani costretti ad emigrare per curarsi”.

Quella di Valente non è l’unico intervento sulla sanità che si registra nella giornata. Il consigliere regionale Franco Caramanico (foto in alto a sinistra), infatti, è intervenuto a proposito della riorganizzazione  dei distretti sanitari di cui si è discusso questa mattina nel corso di una riunione presso gli uffici della Direzione sanità della Regione Abruzzo, definendo “un atto gravissimo” il nuovo progetto  “con il quale, ancora una volta vengono penalizzati i territori interni a favore della costa. E tutto questo in aperta violazione delle norme che impediscono di modificare il piano sanitario regionale, pilastro del piano di rientro, con un atto commissariale. La riduzione del numero di distretti significa per la Provincia di Chieti la soppressione di quello di Guardiagrele. Una decisione scellerata – spiega Caramanico – dal momento che quello di Guardiagrele è un distretto, previsto dal Piano sanitario regionale vigente,  che costituisce punto di riferimento imprescindibile per le zone montane e per i suoi abitanti, che non possono esserne privati, così come prevede la legislazione nazionale. Se Chiodi vuole cambiare il piano sanitario deve farlo adottandone un altro e non con una decisione arbitraria, non condivisibile né nella forma né tanto meno della sostanza.  Meglio sarebbe che il Governatore chiudesse la fase del commissariamento, ridando la giusta dignità e il giusto ruolo al consiglio regionale, finora scippato delle sue competenze in materia di pianificazione sanitaria”.

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