Variante al Prg di Lanciano, per l’ex assessore all’Urbanistica Di Domenico è “un becero compromesso di una ibrida coalizione elettorale”

Alex Caporale, consigliere comunale dei Verdi, l’ha definita ‘Lanciano Capitale Frentana’. Parliamo della variante al Piano regolatore generale, approvata pochi giorni dalla Commissione Urbanistica e Territorio di cui Caporale è presidente. Le modifiche portate riguardano la bioedilizia, la mobilità sostenibile, le botteghe biologiche, ecosolidali e a chilometri zero. Quattro le direttrici fondamentali del documento, che passerà all’esame del consiglio comunale nel prossimo mese di marzo: commercio, turismo, direzionale e servizi di rango. Quattro le priorità di intervento: piano dei servizi, perequazione, piano strategico del basso Sangro, messa in sicurezza del territorio e una città a misura di bambino ossia, la città ideale. Se Caporale è entusiasta per la rivisitazione del Piano, non lo è di certo al consigliere Marco Di Domenico. Non è piaciuto affatto all’esponente del PdL quello che, in sostanza, Di Domenico definisce “un inutile e dannoso stravolgimento del Piano”, che con fatica fu redatto dalla precedente amministrazione comunale nella quale Di Domenico ricopriva l’incarico di assessore all’Urbanistica. “Non si è mai visto che un grande traguardo come un Nuovo PRG, atteso da 25 anni dopo una lunga gestazione, non decolli perché si vorrebbe fare una variante ad un qualcosa di appena nato – dice -. Le novità che sbandiera Caporale sono già contenute nel Prg ideato dall’architetto Crocioni. Si tratta di un documento politico-programmatico con cui l’attuale amministrazione comunale ‘abdica’, di fatto, le proprie prerogative ad un nuovo consulente (Mascarucci): delega a terzi ‘estranei’ ciò che compete solamente, in base ad un programma elettorale-amministrativo condiviso con gli elettori e la società civile e di stretta attinenza della Politica con la P maiuscola. L’Amministrazione di centro-sinistra, insomma, pur non rispecchiando, in termini oggettivamente politico-elettorali, la maggioranza dei lancianesi – dice Di Domenico – vorrebbe, attraverso le ‘originali’ soluzioni e visioni strategiche del Prof. Mascarucci, ‘sconvolgere’ il Nuovo Piano Regolatore di recentissima approvazione. La variante tradisce spudoratamente la mania di voler per forza far vedere di connotare un qualcosa di cui non si ha la paternità. E’ veramente paradossale, in questi momenti di crisi, attardarsi a profondere energie per dare una nuova visione strategica e che, in realtà, è stata già data dal centro-destra con il nuovo PRG, ideato e progettato nel 2007-2008 in house, dall’Ufficio di Piano del Comune di Lanciano, attualissimo e recentemente approvato (18.11.2011)”. Un Piano che, come acclarato pochi giorni fa anche da Tar, è legittimo, moderno, attuale ed inattaccabile, anche per la caratterizzante soluzione innovativa della cosiddetta perequazione. Ora, crogiolarsi, con termini roboanti e di apparente vacuo effetto, come nuova manovra urbanistica significa solo amministrare con vecchie logiche e con riserve mentali tipiche di chi soffre di mal amministrazione e di risentimento da repressione… politica. La nuova amministrazione, evidentemente è mal ispirata. E probabilmente, con la semi-forza dei numeri (causati dagli errori del centro-destra e corretti dalla giurisprudenza), purtroppo, incasseranno il via libera dal Consiglio Comunale con meste quanto ipocrite alzatine di mano. Questo significa pianificare il territorio in chiave moderna? – chiede l’ex assessore all’Urbanistica -. E’ solo il parto di un becero compromesso, paraconcertato e multiforme, di una ibrida coalizione elettorale, che non si rende conto come pianificare sia una cosa seria e diversa dal voler conservare a tutti i costi alleanze elettorali dell’ultima ora in assenza di adeguati percorsi programmatici: il che sarà dannoso per la città, per il territorio e per la economia politica e non del Comprensorio frentano. Insomma, con tale singolare variante la maggioranza denota la propria arsura da negoziazione urbanistica e da affari da personalizzare ed appetire con stravaganti quanto illogiche, sterili ma… succulenti varianti per mero esercizio di uno ius variandi che non ha alcun senso ed è privo di concrete motivazioni”.

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