Sevel, l’IdV preoccupata del silenzio delle istituzioni sui progetti di Marchionne

“Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Fiat sulla possibilità di chiusura di altri stabilimenti in Italia e tra questi la Sevel di Atessa avrebbero fatto saltare sulla sedia chiunque. Invece i nostri amministratori tacciono o minimizzano”.

Lo afferma in una nota Romeo Pasquarelli, responsabile del Dipartimento Lavoro-Welfare Provincia di Chieti, che aggiunge: “Può la nostra Regione sonnecchiare su una vicenda simile? Cosa aspettano il Presidente Chiodi e il Presidente Di Giuseppantonio a chiedere un intervento urgente al ministro per capire quali sono le reali intenzioni di Fiat nella nostra regione? L’Abruzzo ha investito ingenti risorse pubbliche per sostenere lo sviluppo dello stabilimento di Val di Sangro, ora ci chiediamo se non sia il tempo di chiedere conto alla Fiat su cosa ha investito il popolo abruzzese, perché il solo pensiero che  siano stati erogati centinaia di milioni ad una azienda che non tenga in considerazione tutto ciò ci preoccupa e non poco. Tra l’altro la responsabilità sociale delle imprese è ancora sancita dalla nostra Carta Costituzionale.  I lavoratori che hanno contribuito a far diventare lo stabilimento di Atessa il più redditizio d’Europa si sono visti sfilare il contratto nazionale, ridotti alcuni diritti, si sentono minacciati da un governo che li vuole privare dell’art.18, che tutela chi viene discriminato sul lavoro, e nonostante tutto devono pure vivere nell’incertezza poiché tutto ciò potrebbe non bastare ad evitare che l’azienda decida di non puntare più su di loro. Un’eventualità simile sarebbe disastrosa per tutta l’economia regionale e il nostro impegno sarà di pretendere chiarezza e rassicurazioni in tutte le sedi istituzionali”.

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