Atessa, gita scolastica in moschea e sinagoga. E Forza Nuova protesta

Atessa, almeno una parte della città capoluogo del Sangro, si divide per la gita che le classi quarte e quinte della scuola primaria Rione Santa Maria, con sede in via Ianico e appartenente all’Istituto Comprensivo di Atessa “D. Ciampoli”, faranno il prossimo 8 aprile a Roma. Meta del viaggio d’istruzione, la visita alla Basilica di San Paolo fuori le mura, alla moschea e alla sinagoga. Il programma non è sfuggito a Forza Nuova sezione Atessa-Sangro-Aventino. Manifesti di condanna sono camparsi in città, mentre il consigliere comunale, Luigi Marcolongo, ha preso penna e carta e ha interpellato il sindaco, Nicola Cicchitti: Obiettivo, fermare l’iniziativa. Insomma, la questione è diventata politica e, probabilmente, diventerà uno dei punti caldi di una delle prossime sedute dell’assise civica.

Nell’interpellanza, Forza Nuova va giù duro: parla espressamente che “con il pretesto della laicità, si voglia colpire e umiliare la Fede cattolica degli alunni, delle loro famiglie e della comunità atessana, e creare confusione nei ragazzi che stanno per ricevere o hanno ricevuto da poco la Prima Comunione, quindi in piena formazione dottrinale: infatti, si nota che la loro prima gita scolastica a Roma non prevede un pellegrinaggio nei luoghi principali della cristianità come la Basilica di San Pietro in Vaticano, centro e simbolo della Chiesa Cattolica nel mondo, ma presso quelli ostili ad essa. Malgrado le proteste e le proposte di diversi genitori di rivedere il programma della gita, l’iniziativa resta. Quanto sta accadendo in questo istituto – dice Marcolongo – conferma ancora una volta il progetto massonico di distruzione del Cattolicesimo a partire dalla scuola attraverso l’imposizione del laicismo: lo testimoniano la rimozione dei crocifissi, delle statue delle Madonne e dei Santi, l’abolizione delle preghiere, del presepio, dei canti di Natale e delle funzioni Pasquali, l’accanimento contro la Chiesa Cattolica nei programmi e nei testi di storia con l’ausilio di menzogne e della distorsione della realtà. Bisogna reagire duramente e tempestivamente a queste prime aggressioni alla Fede cattolica in atto ad Atessa dove fino a qualche anno fa una simile iniziativa sarebbe stata inimmaginabile; fare finta di niente e sorvolare adesso significherebbe rendere giusto ciò che non lo è. Accogliamo  con favore la proposta dei genitori contrari all’iniziativa di organizzare nello stesso periodo una gita a Roma che preveda come mete San Pietro e altri luoghi sacri della cristianità”.

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