Lanciano, destino segnato per il condominio Novecento

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’ Abruzzo, sezione staccata di Pescara, presieduta da Umberto Zuballi, Michele Eliantonio (consigliere e estensore e Dino Nazzaro, consigliere, ha rigettato il ricorso presentato dalla D.N.D. Immobiliare S.r.l., e dai proprietari del condominio Novecento di Laniano: Gisella Anderson, Michele Zulli, Iole Caporale e Sebastiano Nasuti, tutti rappresentati e difesi dagli avv. Carlo Paone e Roberta Marchitelli, con il quale si chiedeva di sanare il fabbricato, in via De Titta, a Lanciano.

Il Tar ha precisato che non è stato possibile accogliere la domanda in quanto l’edificio, per il quale è stato disposto l’abbattimento, è passato sotto il patrimonio del Comune di Lanciano.

Inoltre, il tribunale amministrativo ha rigettato pure la richiesta di risarcimento, sul quale si era già pronunciato il giudice appello,  in quanto “il danno di cui si chiede il ristoro non deriva dall’esecuzione dell’ordine di demolizione, ma dall’accertamento dell’illegittimità dei titoli edilizi a suo tempo rilasciati; tale accertamento risale ad oltre un decennio, in quanto l’annullamento del titolo edilizio è stato disposto da questo Tribunale con la sentenza n. 458 del 1999 (poi, confermata dalla Sez. V del Consiglio di Stato con sentenza n. 697 del 2003). In aggiunta, i ricorrenti avevano acquistato gli immobili nel 2001, dichiarando negli atti di acquisto di essere pienamente consapevoli del contenzioso in atto”.

A questo punto ogni altra ulteriore azione sarebbe dilatoria in considerazione del chiaro dettato della sentenza.

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