Stupro di Pizzoli, interrogatorio di garanzia per Francesco Tuccia. L’avvocato: “Incontro consensuale”

L’atto sessuale “è stato consenziente”. Lo ha ribadito gli oggi l’avvocato Alberico Villani difensore del militare avellinese 21enne Francesco Tuccia accusato di aver stuprato, all’alba dello scorso 12 febbraio, uno studentessa universitaria ventenne di Tivoli. La giovane è ancora ricoverata all’ospedale de L’Aquila. Il gip, Giuseppe Romano Garganella si è riservato la decisione sull’eventuale libertà condizionata dell’indagato (in servizio presso il 33esimo reggimento artiglieria terrestre Acqui dell’Aquila) o sulla concessione degli arresti domiciliari. Il legale ha parlato brevemente con i cronisti al termine dell’udienza di convalida dell’arresto, avvenuto giovedì scorso, del suo assistito. Sempre secondo l’avvocato, Tucci, militare di 21 anni originario dell’hinterland di Avellino arrestato con l’accusa di tentato omicidio e violenza sessuale, il soldato non avrebbe utilizzato alcun oggetto “ma solo una mano”. All’udienza, durata una ventina di minuti, erano presenti anche i familiari dell’indagato. Teatro dello stupro era stato l’esterno di una discoteca di Pizzoli dove, a raccogliere dalla strada la studentessa sanguinante e al gelo, erano stati il titolare del locale ed un bodigard.

Secondo l’accusa, sostenuta dal Pm David Mancini – in base alle risultanze investigative dei carabinieri – la studentessa sarebbe potuta morire per il gelo. La temperatura esterna, infatti, era di circa – 10 gradi. L’interrogatorio sarebbe dovuto avvenire nel carcere di Castrogno, ma per impegni del Gip del Tribunale de L’Aquila, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, lo hanno spinto a cambiare il luogo dove tenere l’interrogatorio del giovane militare, che si è tenuto presso l’aula Gip del Tribunale provvisorio di Bazzano. Francesco Tuccia, sospeso cautelativamente dal servizio, condivide la cella con un altro indagato “eccellente”: Salvatore Parolisi accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea. Entrambi sono rinchiusi nel carcere di Teramo. Per i due, essendo militari, si e’ ritenuto opportuno rinchiuderli in un reparto di maggiore protezione, non solo per il loro ruolo, ma anche per la efferatezza dei delitti per i quali sono sospettati e che in teoria li espongono a ipotetiche ritorsioni da parte di altri detenuti secondo un certo ‘codice’ che vige nelle carceri.

“Ha risposto alle domande, ha ricostruito la dinamica dei fatti ha riferito che non c’e’ stato alcun attrezzo esterno, lui ha utilizzato un mano nel rapporto amoroso consenziente con la ragazza nel corso del quale la giovane ha riportato delle ferite”. E’ quanto ha poi aggiunto l’avvocato Amerigo Villani. “Una dinamicità che va recuperata e ricostruita attraverso più adeguati accertamenti medico-legali – ha aggiunto -. Agli atti c’é soltanto un accertamento preliminare medico-legale, due paginette redatte da un medico legale presso l’ospedale dell’Aquila. Per questo – ha osservato Villani – credo che sia opportuno una verifica medico-legale più approfondita per verificare se effettivamente le ferite sono il prodotto di un attrezzo esterno come dice la Procura o di una mano come ha asserito oggi in aula il ragazzo. Se il ragazzo ha utilizzato un attrezzo non è più un rapporto sessuale, ma la prova va documentata con una prova più approfondita. Il giovane non ha chiamato in causa nessuno, si è parlato di uno stupro di gruppo iniziale ma questo non trova conforto in niente. Il mio assistito è stato l’unico ad avere avuto il rapporto sessuale con la ragazza, gli altri commilitoni ballavano all’interno della discoteca”. IL giovane è entrato nell’aula del Gip del Tribunale dell’Aquila, alle 9. Alle 9.25 era già fuori. Presenti in lacrime nella sala antistante l’aula di udienza, i familiari dell’arrestato. Alla vista dei giornalisti gli stessi hanno esclamato “bastardi”. Quando hanno visto entrare in aula il militare ammanettato hanno urlato “Perché”.

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