Lancianofiera in crisi: atto d’accusa di 6 consiglieri del CdA

“Dall’avvenuta nomina a presidente di Franco Ferrante questi, in tutte le sedi istituzionali e non, porta avanti discorsi inerenti il rilancio dell’Ente Fiera con la formulazione di un Piano Industriale triennale e la riforma statutaria; già dal marzo 2011, dopo diversi mesi di studio e di ricerche nel mercato fieristico, abbiamo prodotto al consiglio di ammnisrazione e agli enti soci un Piano Industriale Triennale di rilancio, oltre che lo studio di 5 nuovi eventi fieristici (Live for the World – Ecologia, Ambiente e Rifiuti; Fierabilandia; Campus Futurum; Ruote & Motori – Outelet e Story; Energy Days) e l’ideazione di un Concorso internazionale: “EcologyMondo Art” di supporto all’internazionalizzazione della Fiera “Live for the World”. A tutt’oggi l’attuale presidenza fa assolutamente finta della loro non esistenza, perchè?”

E’ una delle domande che i consiglieri dell’Ente Autonomo Fiera Lanciano: Fabio Andreozzi, Ezio Angelucci, Francesco Ciarelli Bisbano (Vice Presidente), Luciana Di Castelnuovo, Fiore Pantaleo, Franco Prospero pongono alla luce della crisi che Lancianofiera si trova ad affrontare. Nel loro documento, che è rivolto all’attenzione dei soci dell’ente fieristico – Regione Abruzzo, ARSSA, Comune di Lanciano, Provincia di Chieti, Camera di Commercio di Chieti e BPLS – si punta l’indice anche sulla gestione recente di Lancianofiera.

“L’attuale Presidente del Consiglio Comunale (ex presidente del C.d.A. dell’Ente Fiera) ultimamente ha richiamato l’attenzione dei media e dei colleghi di Consiglio sulla Fiera di Lanciano, sul suo rilancio, oltre che al risanamento dei bilanci in perdita e il Sindaco Mario Pupillo ha ritenuto che il Consorzio Fiera sia parte indissolubile della storia di questa città. Ma gran parte dei debiti accumulati negli ultimi quattro anni – dicono Andreozzi, Angelucci, Ciarelli Bisbano, Di Castelnuovo, Pantaleo e Prospero – derivano da una amministrazione alquanto “allegra” di Donato Di Fonzo. Un mancato controllo amministrativo, l’effettuazione di spese senza copertura, l’affidamento di incarichi e contratti con oneri altissimi, l’innalzamento dei livelli contrattuali di tutti i dipendenti a tempo indeterminato hanno generato l’attuale situazione economico-finanziaria; la maggioranza in comune, nell’approvazione del vigente P.R.G., ha attuato una rimodulazione dell’area di sedime occupata dall’ente Fiera, con un sensibile abbassamento dei volumi edificabili, che ha comportato una sicura svalutazione economica, a fronte di una delocalizzazione che poteva essere frutto di una contrattazione proprio sul valore commerciale della predetta area. Rappresentiamo la maggioranza numerica all’interno del Consiglio di Amministrazione e, quindi, avremmo la possibilità di una governance fattiva e reale, anche se fino ad oggi si è voluto tenere un profilo basso e collaborativo, volto al mero lavoro metodico ed imprenditoriale di rilancio dell’Ente rappresentato; gli enti soci – Regione Abruzzo, ARSSA e Provincia di Chieti, dai sottoscritti rappresentati nel C.d.A. -, detengono ben oltre il 60% delle quote dell’Ente ed avrebbero potuto indirizzare il Consorzio con scelte strategiche e programmatiche. Invece, continuano la loro collaborazione, silenziosa e costruttiva; siamo stati fautori ed istitutori di 6 commissioni interne al C.d.A., quali: Patrimonio Immobiliare e Rapporto con le Istituzioni, Acquisti, Marketing, Pubblicità, Gestione Personale, Gestione Fiere e Commissione Revisione Statuto; ognuna con un proprio referente; ad oggi, nonostante il passaggio nel C.d.A. e l’approvazione definitiva, sono totalmente inattive, perché? In sede di discussione di revisione dello Statuto, abbiamo deliberato e verbalizzato (a Presidenza Domenico Cirulli) una bozza dello stesso che andava ulteriormente revisionata e, dopo il vaglio con approvazione da parte del C.d.A., portata sui tavoli istituzionali degli Enti soci: perché oggi il Presidente parla di nuovo statuto? Redatto da chi, per chi e con quale fine? La Regione Abruzzo, tramite i suoi rappresentanti politici locali e non (vedasi Febbo, Nasuti e De Fanis) negli ultimi due anni ha notevolmente contribuito alla “sopravvivenza” dell’Ente Fiera con ben oltre €.350.000,00; la CC.II.AA. non ha fatto mai mancare il suo apporto annuo con circa €.50.000,00; gli altri enti soci sino ad oggi dov’erano e cosa hanno fatto? Il Presidente non ha ancora istituito un tavolo di concertazione tra tutti i membri del C.d.A. e tutti i dipendenti dell’Ente, per sentire le loro ragioni e loro lagnanze, per poter così programmare ed organizzare l’Ente nel rispetto delle esigenze e delle problematiche di tutti. Durante questo breve periodo di amministrazione nessuno di noi sei è stato immune da errori ma al contempo vorremmo essere assolutamente partecipi ed attori del rilancio dell’Ente. Il nostro appoggio (ragionato e condiviso con tutti) è la base assolutamente maggioritaria sulla quale fondare e dare nuova vita al Consorzio. Ci auguriamo, e vogliamo fortemente, che l’Ente Fiera, così ricco di storia e di un passato davvero illustre, sia una realtà presente e viva e, soprattutto, proiettata al futuro. Ci auguriamo che al termine del nostro mandato si possa aver lasciato un segno concreto, vitale e positivo, non solo nei bilanci, ma nelle idee, nella programmazione, nelle novità e nella managerialità che questo Ente si merita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *