Stop alle aperture domenicali e a nuovi centri commerciali

CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL ritengono necessaria la progettazione di un nuovo modello di sviluppo commerciale, nonché una limitazione delle aperture domenicali e festive, e delle autorizzazioni a nuovi insediamenti, affinché le domeniche e le festività rappresentino prioritariamente momenti di riconciliazione familiare, di aggregazione sociale, di sviluppo della crescita culturale, di ricerca degli interessi personali, e di rendere compatibile, per operatori e lavoratori, l’impegno lavorativo e la qualità della vita individuale e familiare.

E’ il punto di partenza dal quale le sigle di categoria sono partite per formulare una proposta condivisa alla luce dell’incontro che il 24 febbraio hanno tenuto presso l’Assessorato Regionale allo Sviluppo Economico, alla presenza dell’Assessore Dott. Alfredo Castiglione, su orari e aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali a posto fisso e nuovi insediamenti delle attività commerciali.

CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS hanno espresso forti perplessità sulla legge di conversione del D.L. n. 201/2011 relativamente agli argomenti citati, ritenendo che la competenza sia esclusiva e residuale delle Regioni, in base a quanto previsto dal Titolo V della Costituzione, come peraltro ribadito da sentenze della Corte Costituzionale (sent. n. 150 del 2011, sent. n. 288 del 2010, sent. n. 350 del 2008 e ordinanza n. 199 del 2006). Ritengono pertanto che l’intervento del Governo Centrale vada ben oltre la potestà dello Stato di garantire la libertà di concorrenza. La  regolamentazione degli orari dei negozi nell’ambito dell’Unione Europea conferma il principio della chiusura domenicale e festiva in diversi Paesi quali ad esempio Germania, Francia, Olanda, Finlandia, Belgio, ecc… L’Italia pertanto non può allontanarsi dalle indicazioni del contesto europeo, diversamente si decreterebbe la chiusura della maggior parte delle micro, piccole e medie imprese commerciali, non potendo organizzare, a differenza della Grande Distribuzione Organizzata, turni di lavoro nel rispetto dell’obbligatorietà del riposo settimanale, con la conseguenza dello spopolamento dei centri minori e dell’impoverimento dei centri storici.

CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS UIL sono convinte che le attività commerciali siano una viva espressione della dinamicità economica e occupazionale delle comunità locali. Il commercio, in molte aree abruzzesi, per tanti anni ha rappresentato la capacità di ognuno di esprimersi nel libero confronto valorizzando le risorse naturali, alimentari, artigianali del territorio, nonché ha vitalizzato i centri storici, le vie dei borghi, le piazze. L’avvento dei centri commerciali ha modificato il modello commerciale, determinando cambiamenti sulla dinamica economica, sociale, culturale e occupazionale del territorio abruzzese.

Il cambiamento è stato accentuato da una esagerata proliferazione di grandi centri commerciali che ha fatto dell’area abruzzese una delle più dense in quanto a presenza di superfici commerciali, con circa 400 mq di superficie vendita disponibili per ogni 1000 abitanti. Le aperture domenicali delle attività commerciali hanno ulteriormente accelerato il processo di mutamento del modello commerciale, e hanno avuto un’incidenza sull’occupazione nella quale, seppure si registra una minima, se non residuale, crescita quantitativa, hanno determinato però una forte diminuzione della qualità, generando forme di lavoro precario ed instabile, e rendendo disagevoli le condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti. In particolare ritengono necessario: rilanciare lo sviluppo del territorio, nel rispetto delle tradizioni sociali, della cultura, dell’ambiente, del paesaggio, rivitalizzando i centri città e i centri storici di tutti i comuni abruzzesi; limitare le aperture domenicali e festive annue al numero massimo di 26, oltre ad ulteriori 4 sulla base delle decisioni dei singoli Comuni in relazione alle caratteristiche e iniziative territoriali; la definizione di giorni di chiusura obbligatoria, ossia le giornate di 1 Gennaio, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 Aprile, 1° Maggio, Festa della Repubblica, Natale, Santo Stefano; il rinnovo del blocco dei nuovi insediamenti commerciali per ulteriori 24 mesi.

Le parti rivolgono un forte auspicio alla Regione Abruzzo ed al competente Assessorato alle Attività economiche e commerciali di arrivare al più presto ad una regolamentazione, per via legislativa, dei contenuti del presente avviso comune.

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