Nomine alla deputazione teatrale Fenaroli, Marino (IdV): “Sono sconfortato dalle scelte”

Diventa una questione politica la nuova deputazione teatrale del Fedele Fenaroli, finita sotto la lente d’ingrandimento del PdL ma anche dei partiti alleati della maggioranza di governo al comune di Lanciano.

Le nomine (la presidenza al vicesindaco e assessore alla cultura, Giuseppe Valente, e quella a componenti del direttivo del sindaco Mario Pupillo e Patrizia Costantini, dirigente scolastico, nominati dal Comune) hanno suscitato l’intervento di Michele Marino (foto a sinistra), coordinatore cittadino Italia dei valori. “Essendo segretario di un partito di maggioranza mi tocca aggiungere lo sconforto nel dover apprendere dai media di una nomina solitaria del sindaco, che mi trasforma in “rappresentante di una maggioranza a sua insaputa”. Avrei potuto dare un suggerimento, condividere una procedura di selezione, discutere di meriti professionali – fa notare Marino -. Chiedere un’opinione ad un segretario di partito (e tramite lui a tutto il partito) su di una nomina in un ente cittadino ancora non è un reato. Costa poco. A proposito di costi. Da bravo teatrante di scuola joneschiana il sindaco dichiara di essersi nominato nella Deputazione Teatrale per risparmiare su di un incarico senza compenso. Può darsi che la “battuta” sia da ascrive al cronista. Chi sa? Mi coglie comunque un dubbio: con subdola malizia antipartitica, lui, uomo fuori dai partiti, ha forse nominato il vicesindaco perché la politica è teatro? Ed ha nominata una iscritta-simpatizzante del PD per farle “recitare” il ruolo di rappresentante della società civile? Quale curriculum teatrale di valore hanno da mostrare il vicesindaco e la dirigente scolastica? Capisco la competenza politica, che apprezzo in entrambi, ma cosa attesta la loro competenza teatrale? Quali i loro meriti tecnico-professionali? Domande amletiche, che attendono risposta pubblica: come pubblica è stata la nomina. Il sindaco, ovviamente, per evitare il conflitto d’interesse impedirà alla sua compagnia qualsiasi esibizione in città: privandoci di un gruppo, mi si dice, molto apprezzato. Peccato. Il teatro dialettale ha molti estimatori”.

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