Emergenza rifiuti, lunedì vertice in Provincia a Pescara. Legambiente: “Crisi colpa del sistema monopolistico”

Il presidente della Provincia di Pescara e l’assessore Mario Lattanzio incontreranno lunedì mattina, su richiesta di Ambiente Spa, i sindaci del pescarese. Al centro della riunione, che si svolgerà nei locali di Palazzo dei Marmi a partire dalle ore 9.30, c’è la questione dei rifiuti e in particolare si parlerà degli aspetti relativi all’espletamento del servizio nei prossimi giorni e di eventuali situazioni emergenziali. “La Provincia – spiegano Testa e Lattanzio – ha fatto la parte che le competeva, nel senso che per legge il nostro ente è deputato ad occuparsi solo della pianificazione, in questo settore. La Provincia ha messo a punto il nuovo Piano dei rifiuti ed è in attesa del parere di conformità da parte della Regione. Ci mettiamo comunque a disposizione dei sindaci, insieme ad Ambiente Spa, per affrontare tutti i problemi che si dovessero presentare e per svolgere quel ruolo che è proprio della Provincia di ente intermedio tra le ammininistrazioni civiche e la Regione che a sua volta, in relazione all’esaurimento della disponibilità di Colle Cese, ha già individuato una soluzione in altre quattro discariche”.

Sulla situazione che si è venuta a creare, Legambiente, attraverso Luzio Nelli, della segreteria regionale denuncia i ritardi e una crisi “del tutto prevedibile. Non ci  voleva molto a capire che una gestione dei rifiuti caratterizzata esclusivamente dall’uso della discarica non poteva che finire in emergenza: la domanda che ci si pone è: perchè tutto questo? La risposta è molto semplice: gli interessi politici, amministrativi e imprenditoriali costituiti intorno alla gestione dei rifiuti sono stati indirizzati solo verso l’uso dello smaltimento finale in discarica. Questa alleanza di interessi che vede il  ruolo del pubblico rinunciatario ci ha condotto ad una emergenza che è pari solo a quella della sanità». Secondo la denuncia di Legambiente, la vicenda dei rifiuti è come un film già visto: «Per colpa dei ritardi dovuti ad un sistema monopolistico che si è affermato in questo settore – prosegue Luzio Nelli – non è stato dato spazio ad un’altra imprenditoria capace di investire sugli impianti per il trattamento, riuso e  riciclo di materiali provenienti dalla raccolta differenziata».

L’ultimo Piano poneva obiettivi chiari sui percorsi,  tempi  e risorse per una corretta gestione integrata dei rifiuti, tanto da avere il  sostegno e il contributo della nostra associazione nella sua realizzazione anche perchè prevedeva il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata. Purtroppo, pur essendo valido, non è decollato a causa dei ritardi da parte dei consorzi e dei Comuni nell’investimento in impianti necessari a sottrarre i rifiuti alla discarica e anche per gli interessi prevalenti nel passare dalla discarica all’inceneritore. Legambiente Abruzzo condivide il processo integrato dei rifiuti e prevede anche l’incenerimento, ma solo dopo aver raggiunto la percentuale stabilita di raccolta differenziata. Pertanto ritiene non coerente, nei confronti dell’ambiente e dei cittadini,  voler risolvere il problema con l’uso di discariche o inceneritori: bisogna rimuovere le cause che portano  al blocco di  una gestione efficacia dei consorzi e favorire i presupposti per una corretta e trasparente competitività delle imprese rompendo i monopoli esistenti. L’esperienza nel settore della raccolta differenziata ci insegna che è possibile recuperare rifiuti con percentuali altissime (80%) riducendo l’uso della discarica e creando posti di lavoro.

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