Resti murari tornano alla luce a San Giovanni in Venere

Una nuova interessante scoperta archeologica si aggiunge alle tante altre avvenute, a partire dal 1994, intorno all’antico complesso abbaziale di San Giovanni in Venere a Fossacesia. Questa volta grazie ad uno scavo, eseguito in prossimità del cancello d’ingresso che conduce al refettorio del convento dei Padri Passionisti per la realizzazione di una condotta fognaria, sono venuti alla luce i resti di due basamenti di colonne in pietra, risalenti presumibilmente ad un periodo compreso tra il X e l’XI secolo. I resti murari dovevano far parte forse di un porticato o di un ingresso che si riferiscono al primitivo impianto monastico. Intorno ai due basamenti sono emersi anche interessanti frammenti ceramici, che dovranno essere ripuliti e studiati, e resti ossei di animali. «Dall’esame della stratigrafia del terreno emerge che i ritrovamenti sono coevi alle origini dell’abbazia – ha spiegato il direttore dello scavo, l’archeologo Andrea Staffa. – La scoperta è comunque importante per capire meglio le origini del cenobio benedettino». Allo scavo sta lavorando anche l’archeologa lancianese Roberta Odoardi.

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