Caso Sangritana, Di Domenico (PdL): “Adesso Morra e la Mannetti si dimettano”

“Ancora una volta esponenti di spicco del centro-destra denotano manchevolezze e discrasie su importanti e strategiche questioni che interessano non solo Lanciano ed il suo vasto comprensorio, ma i servizi pubblici essenziali, come i trasporti. Ora basta, si deve passare all’azione!”

Dopo Sanità e Giustizia, quindi, ecco uno strano ‘spaccato’ sul trasporto (gomma, rotaia, aereo). Si tratta della question time Ferrovia Adriatica Sangritana, che giustamente il centro-sinistra di recente ha denunziato portando all’attenzione della pubblica opinione quanto sta accadendo in Regione. Insomma, nel PDL è iniziata la resa dei conti, che sembra investire, per ora, il delicato settore dei trasporti, con la gestione delle società regionali Saga, Arpa e Sangritana, “governate in maniera manifestamente asincrona da persone e correnti che avrebbero dovuto, invece, essere sincronizzati e coordinati nel superiore interesse della collettività e delle basi e forze politiche rappresentate”.

E’ una dura denuncia politica quella che fa Marco Di Domenico, Consigliere Comunale PDL di Lanciano e membro della corrente di minoranza del Coordinamento Provinciale di Chieti. Un attacco frontale, che certamente farà discutere nei prossimi giorni.

“La posizione regionale con l’Assessore Giandonato Morra (foto in alto a sinistra), che tenta di scaricare ritardi e responsabilità sulla sua dirigente è inaccettabile – continua Di Domenico -. Se, come motto recita, il pesce puzza dalla testa, le responsabilità,  mi auguro non intenzionali, sono e restano in capo in primis allo stesso Assessore ed al suo super direttore generale, la sig.ra Carla Mannetti (foto in basso a sinistra) la quale dalla sua città di L’Aquila è stata mandata sul territorio a dirigere le sorti dei trasporti a tutto campo ed in chiave tattica. Avverto la necessità di ricordare a questi signori e a chi li ha consacrati che la mobilità è cosa seria e delicata e necessità di interpreti serie, capaci e non indelicati. Evidentemente chi ha detenuto o detiene le redini della politica dei trasporti regionale è distratto da altre mire: Morra pensa alla Società unica per concentrare tutto il trasporto in testa ad un nuovo soggetto giuridico, che non abbia sede a Chieti; Mannetti, dopo aver creato da Commissario incompatibile, autoincensata, madornali disastri in Saga S.p.A., ora è attratta  da personale visione politica nella sua città, magari pensando di strumentalizzare l’implementazione logistica dell’aviosuperfice di Preturo, incastonata tra le montagne, a discapito dell’Aeroporto di Pescara, con l’affossamento logistico dell’area Chieti-Pescara. Entrambi, in sostanza, hanno dimostrato incompetenza e disattenzione, glissando od ignorando anche il rinnovo del contratto di servizio con la Ferrovia Sangritana. A questo punto sorge spontaneo chiedersi: saranno autentiche le voci delle strane strizzatine d’occhio a Trenitalia? O sul gioco becero delle correnti interne ai sub ambiti politici? Staremo a vedere e saremo vigili, perché gli elettori ci hanno conferito questo mandato. Frattanto è giunto il momento che sia Morra che la Mannetti, prima del loro dirigente sul quale fanno scaricabarile, rassegnino all’unisono le dimissioni – auspica Di Domenico -, poiché sul caso Sangritana hanno dimostrato in maniera eclatante tutta la loro incapacità facendo gravissima cilecca. Per tacere, per il momento, degli sconquassi determinati sempre da loro due a Pescara in Saga, ove, proprio a causa della anomala gestione commissariale Morra-Mannetti degli ultimi anni – dice ancora Di Domenico, aprendo una parentesi che non passerà certo inosservata -, si sono persi voli e commesse, prolifera un certo contenzioso per clientelari manovre sul personale e sulle gare per l’affidamento esterno dei servizi e si registra addirittura pure una assurda ingerenza dell’impresa esecutrice di importanti lavori (la stessa che si occupa del polemico dragaggio del porto di Pescara) sul C.d.A. e sul management, con danni erariali e quant’altro a tutto tondo. E’ davvero stupefacente quello che sta accadendo tra Regione e la socità di trasporto lancianese: mi consta personalmente che il presidente Pasquale Di Nardo stia rincorrendo il rinnovo del contratto di servizio per la gestione della rotaia dall’estate scorsa, con tanto di diffide scritte, ma il duo Morra-Mannetti diserta incontri ed assemblee societarie e nicchia, di certo non per strategie politiche assunte su tavoli politici, bensì su quelli privati, se non addirittura familiari. Noto è che l’aquilana Carla Mannetti è stata prescelta per vecchie logiche partitocratiche di correnti romane e, piena di ciò, sta influenzando, in maniera personale ed anomala, scelte e strategie in tutto il delicatissimo settore dei trasporti, dall’Arpa alla Saga ed alla Sangritana: insomma una interpretazione della mobilità regionale, di terra e di cielo, a tutto tondo, che sta ora connotando anche il clima rovente nella città di L’Aquila, con spaccature e posizioni finalizzate ancora ad poltrone autoreferenziate. Per tutti questi motivi chiederò al Coordinamento Cittadino di Lanciano ed a quello Provinciale di Chieti che si assumano tutte le iniziative per dipanare questo caos sui trasporti, che ha esposto ed espone tutto il PDL a severe  e purtroppo giuste critiche  per la manifesta incapacità di coloro che sono stati erroneamente prescelti per nomination, che imperversano ed agiscono malissimo e da arroganti, i quali, pur non avendo vinto un concorso, gestiscono poteri e funzioni in maniera particolare, invece che nell’interesse generale della collettività. Nello specifico, poi, della Sangritana – riprende Marco Di Domenico – si tratta di una grave mancanza della Regione. Se fosse vero la connessione alla lite tra correnti che sponsorizzano questo o quello e divergenti percorsi per la Società unica (ex novo o per fusione nell’Arpa ma in tal caso senza la rotaia che andrebbe concentrata su Trenitalia?) saremmo veramente alla frutta. Frattanto, chi ci sta andando di mezzo è la città di Lanciano ed il suo vasto comprensorio con la sua storica Ferrovia Sangritana, le sue strategie future, anche urbanistiche e, soprattutto, i suoi 400 dipendenti con relative famiglie: questi da generazioni fondano il proprio sostentamento sull’esiziale ruolo rivestito dalla antica istituzione ferroviaria locale. A questo punto devo ammettere che siano maturi i tempi per auspicare un severo controllo sia da parte degli organi preposti che da  una democratica e trasparente verifica elettorale. Ad ogni modo – aggiunge Di Domenico – poiché la politica mi appassiona e mi sta a cuore e per ultraventennale esperienze professionali avrei anche specifiche competenze proprio nel settore  trasporti, sto un dossier a riguardo che, se del caso, farò uso appropriato, perché è un dovere vigilare affinché le marachelle e le inefficienze, tutte, non hanno colore politico e devono essere evitate e, se del caso, perseguite”.

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