Bls: l’amministrazione comunale di Lanciano vuole incontrare i vertici della Bper

“Una fusione a freddo, appresa attraverso la stampa”.

Una battuta che nasconde tutta la preoccupazione di Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, deciso, però, a dar vita a una serie di iniziative per evitare che dalla grande fusione tra la Banca popolare di Lanciano e Sulmona con la Banca popolare dell’Emilia Romagna in particolare il piano di riorganizzazione societaria che scatterà dal 2013, venga messa in seria discussione l’autonomia dell’istituto frentano. Soprattutto c’è preoccupazione sulla riduzione dei costi, progetto nel quale si nasconderebbero tagli sotto il profilo occupazionale ma, soprattutto, un ridimensionamento del ruolo di un istituto di credito nato per sostenere il territorio. E che negli anni ha aiutato, e non poco, l’economia abruzzese.

“Abbiamo intenzione di fare alcune riflessioni su quella che ci sembra una operazione complessa ma penalizzante – ha detto Pupillo, che insieme al vice sindaco Pino Valente e al consigliere comunale Davide Caporale ha incontrato oggi la stampa nel comune di Lanciano -. I passaggi che c’erano stati nel recente passato lasciavano intendere che trasformazioni così radicali non ci sarebbero state. Invece ci troviamo di fronte a una situazione diversa. Vorremo capire le motivazioni, per questo chiederemo un incontro con i vertici del Bper”. Un’azione di difesa nella quale Pupillo ha coinvolto i primi cittadini de L’Aquila, Massimo Cialente, e di Sulmona, Franco Lacivita: nel capoluogo di regione, l’operazione della Bper vede coinvolta l’autonomia della Carispaq.

“Stiamo valutando l’ipotesi di convocare un consiglio comunale ad hoc, per opporsi a una strategia bancaria che, seppur giustificata dalle esigenze economiche, penalizza una realtà come la nostra, che aveva riposto fiducia nella Bls. Il radicamento sul territorio della banca, non solo in Abruzzo (78 filiali operative tra la nostra regione Molise, Marche e Puglia), ne è la prova evidente. Ci sono ancora dei margini per trovare una soluzione: non sarà facile – ammette il sindaco di Lanciano – ma ci proveremo, forti anche del sostegno dei sindaci delle altre località”.

Per Valente sono tre i punti sui quali bisognerà battere con i vertici della Bper: mantenimento dei livelli occupazionali (la Bls ha 630 impiegati); il rapporto tra la Bls e il mondo imprenditoriale; il ruolo che la banca ha sempre svolto a sostegno di moltissime iniziative culturali, sportive.

Sull’l’ipotesi di fusione si registra anche l’intervento del capogruppo in consiglio comunale del PdL, Manlio D’Ortona. “L’amministrazione comunale, nella consapevolezza del suo ruolo, deve fare tutto il possibile per tutelare l’occupazione e la funzione sociale ed economica della Bls. Se il mercato inesorabilmente spinge verso strutture bancarie più forti ed economicamente e finanziariamente più competitive – ha detto D’Ortona – bisogna capire come trasformare questo problema in opportunitaà. Bisogna concretizzare azioni da trovare insieme ad esperti ed eccellenze del settore, fatti dimostrabili con risultati misurabili sul campo e non il solito soffiare al vento parole di finto impegno. La vera grande sfida di una città che aspira ad essere leader – conclude D’Ortona – si realizza contribuendo alla ricchezza economica e a una piu’ profonda consapevolezza di appartenenza ad un territorio, difendendo nei fatti un pezzo della sua storia”.

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