Il Direttore dell’ARTA Amicone sulla qualità dell’aria a Pescara

«Non è compito dell’ARTA promuovere o bocciare iniziative istituzionali volte alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. Fare chiarezza sull’argomento, favorire una corretta interpretazione dei propri dati e sensibilizzare la collettività sulle tematiche ecologiche, questo sì». Per questo il Direttore generale dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, Mario Amicone, interviene nel dibattito politico e mediatico sui giovedì senz’auto a Pescara spiegando che «non v’è nulla di strano se, come si è verificato spesso anche in altre città italiane attanagliate dallo smog, le centraline abbiano registrato nel giorno di blocco del traffico livelli d’inquinamento superiori a quelli del giorno precedente. Questo semplicemente perché, a causa delle condizioni metereologiche del 22 marzo, la situazione non è localmente migliorata». L’inquinamento atmosferico in un luogo, è bene ricordarlo, è la risultante di una serie di fattori complessi che interagiscono tra loro. Dipende infatti dall’entità e dalla qualità delle emissioni, prodotte in larga parte dal traffico e dal riscaldamento domestico, ma anche da fattori climatici locali temporanei quali l’inversione termica, il grado di ventilazione, e quindi di diluizione e degli inquinanti, la rimozione e il trasporto delle particelle nocive operato dal vento e dalla brezza e, ultimo ma non per importanza, dall’effetto di attenuazione del suolo fertile e della vegetazione, che svolgono un ruolo attivo nell’autodepurazione di molti inquinanti.«Siamo certi – afferma Amicone – che i nostri dati sulla qualità dell’aria riferiti al primo giovedì senz’auto del 2012 sarebbero stati ancora peggiori nel centro cittadino se il traffico non avesse subito restrizioni. Se si considera che alti tenori di polveri sottili hanno un impatto rapido sulla salute, soprattutto per le categorie più deboli come i bambini e le persone che hanno già disfunzioni respiratorie o sono affette da allergie, la scelta di ridurre le emissioni disincentivando l’uso dell’auto è sempre positiva, anche se talvolta gli effetti benefici sono nascosti, e rispecchia tra l’altro il principio di “correzione alla fonte” sancito dall’Unione Europea. Sicuramente, però, per valutare compiutamente un fenomeno così variabile e complesso come quello dell’inquinamento atmosferico è bene affidarsi a esperienze ripetute nel lungo periodo e confronti tra serie storiche di dati»

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