Adescava adolescenti via Internet, arrestato 33enne

Sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa presso gli uffici del Compartimento della Polizia posta di Pescara gli esiti di una operazione che ha portato all’arresto di un teramano di 33 anni che avrebbe adescato, via internet, decine di bambine tra gli 11 e i 14 anni in varie città d’Italia. Sono stati gli agenti della sezione della Polizia Postale di Teramo e del Compartimento di Pescara a scoprire la  tecnica usata dall’uomo, che era quella del “grooming” per avvicinare le sue vittime. L’uomo le costringeva a riprendersi in foto e video osé tramite webcam.

Le indagini della Polizia postale hanno preso il via – ha spiegato nell’incontro con i giornalisti Pasquale Sorgonà, dirigente della Polizia postale -, dalla denuncia presentata dalla mamma di una bambina che vive in Piemonte, rimasta vittima del 33enne. A seguito di questa denuncia, l’anno scorso, è stato sequestrato all’uomo il primo computer che è stato consegnato alla Polizia postale per effettuare gli accertamenti del caso e si è capito che “non si trattava di un caso sporadico ma sistematico”. L’uomo, che era presente con diverse identità su Messenger, stringeva amicizia con le sue vittime on line, creando un rapporto di fiducia e confidenza, per poi cominciare a chiedere alle sue amiche virtuali non solo foto nude ma anche di mastrubarsi davanti alla webcam. Lui, dal canto suo, diceva di avere la telecamera rotta, per non farsi vedere, e inviava foto di alcuni giovanissimi come se fossero le sue. Per convincere le piccole amiche le ricattava, dicendo di essere un hacker e di essere pronto ad “entrare” nei computer delle giovanissime per carpire le foto e inviare virus. Questa tecnica, detta di ‘grooming’, arriva in genere fino ad una richiesta di incontro ma il 33enne non avrebbe mai visto le sue vittime di persona. Fino ad oggi la Polizia postale ne ha identificate 35, che sono state sentite alla presenza di genitori e psicologi e all’epoca dei fatti avevano tra gli 11 e i 17 anni. Solo alcune hanno sporto denuncia, mentre altre hanno negato tutto. Le giovani vivono in varie regioni: Veneto, Piemonte, Lombardia, Toscana, Emilia, Campania e Sicilia e in Abruzzo l’area interessata è quella de L’Aquila, dove e’ stato registrato un caso.

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