Il porto di Ortona torna all’antico: si punta all’internazionalizzazione dello scalo marittimo

Green Ray sns, Ranalli srl, Fiore srl, Buonefra srl, Nervegna autotrasporti srl, Setra, Servimar e Galeno Engineering sono le aziende che operano nello scalo portuale che hanno stipulato un contratto di rete per lanciare il porto regionale di Ortona su scala europea e internazionale. L’aspetto significativo dell’accordo sta nel fatto che le aziende, alcune delle quali sono in concorrenza tra loro, hanno messo da parte gli interessi personali per dar vita a un’azione sinergica capace di inserire Ortona tra i principali sali portuali del Mediterraneo e rafforzarne la sua importanza strategica per i paesi che s’affacciano dall’altra parte dell’Adriatico.

Insomma, Ortona torna all’antico e vuole davvero affermarsi come il principale scalo marittimo regionale. L’intesa, alla quale potranno aderire altre imprese, darà una spinta al completamento delle strutture del porto che, è inutile nasconderlo, è fondamentale non solo per l’area industriale del Sangro ma anche per tutti i centri che gravitano sulla costa.

Due gli obiettivi che si prefigge il network, come è stato definito in conferenza stampa da Remo Di Matino, assessore provinciale al Turimo, Giuseppe Ranalli, imprenditore e presidente della sezione trasporti della Confindustria di Chieti, Achille Bottega, in rappresentanza della Buonefra e di Nervegna autotrasporti e Federico Di Martino della Green Ray: con il contratto di rete, le aziende si pongono di formare personale a 360 gradi con corsi di lingua, attività per implementare la sicurezza sul lavoro, e l’internazionalizzare dello scalo.

Intanto in programma vi sono due appuntamenti particolarmente importanti: l’11 aprile con i ministri croati, bosniaci e montenegrini per trovare la sintesi dei colloqui già avviati per Ortona; l’altro il 13 aprile con il dott. Fantini del ministero del Lavoro a Palazzo Corvo.

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