Città Sant’Angelo, Florindi lancia sos: “Le spese per le emergenze hanno ridotto all’osso le casse comunali”

L’alluvione del marzo 2011, l’incendio Terraverde, la neve dello scorso febbraio. Tre emergenze che hanno ridotto notevolmente le casse comunali di Città Sant’Angelo.

Così, il primo cittadino angolano, Gabriele Florindi, ha lanciato quest’oggi quello che, a tutti gli effetti, è un sos. Un passo necessario per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che incontra l’amministrazione da lui guidata la quale, nonostante le richieste, non ha avuto nessun rimborso.

“E’ difficile far quadrare i conti del bilancio comunale se non vengono riconosciute le emergenze – spiega Florindi -. Pur essendo l’unico comune della provincia di Pescara coinvolto dall’alluvione dei giorni 1-2 marzo 2011 non abbiamo ricevuto nessuna buona notizia in proposito e la Regione Abruzzo non ci ha inserito tra i centri colpiti, nonostante in passato avesse riconosciuto i danni subiti dalla nostra comunità”.

Il torrente Piomba era infatti esondato il primo marzo del 2011, coinvolgendo così Città Sant’Angelo nell’alluvione che ha interessato principalmente il teramano. “Quella mattina si tenne anche il sopralluogo con i massimi dirigenti della protezione civile Abruzzo, che di persona presero visione di quanto accaduto. Nell’area marina del Comune, dove il rischio alluvioni e allagamenti è più alto, vivono poco più di 900 persone. Di positivo c’è che, almeno, sono stati effettuati gli interventi di bonifica e pulizia delle sponde del fiume Saline, mentre il torrente Piomba aspetta ancora nonostante i nostri numerosi solleciti: quindi non è neppure scongiurato il rischio immediato di nuove esondazioni. Per risolvere definitivamente il problema, in ogni caso, serve un progetto di potenziamento del sistema di regimentazione e raccolta delle acque piovane: un investimento complessivo di circa € 500.000,00. I soldi li abbiamo in bilancio, i progetti ci sono, ma non possiamo effettuare i lavori per rispettare i vincoli del Patto di Stabilità”.

C’è poi l’incendio dell’opificio Terraverde, l’azienda che produce combustibile da rifiuti a Piano di Sacco: le fiamme hanno bruciato il contenuto del deposito e l’azienda dalla notte del 29 Ottobre 2011 per svariati giorni. Il Comune, tra i vari interventi, ha provveduto a sue spese allo spostamento della massa di rifiuti nella piattaforma di stoccaggio della Linda spa.

“Al momento non abbiamo certezza di rimborsi, anche se tutte le autorità ci hanno chiesto di intervenire. A fine 2011 avevamo speso 180 mila €, e la cifra è destinata a salire perché giorno dopo giorno paghiamo la ditta di vigilanza che tiene d’occhio l’area dell’incidente”.

Il capitolo più recente è l’eccezionale ondata di maltempo di poche settimane fa: “gestire l’emergenza neve – chiarisce Florindi – ci è costato 236 mila €. Una spesa oculata – puntualizza l’amministrazione – anche perché Città Sant’Angelo ha un’estensione territoriale di 62,30 km2, pari a Montesilvano, Pescara e Cappelle messe insieme. A questa somma va aggiunta poi la conta dei danni indotti dalla neve: dalle frane, a marciapiedi e strade danneggiate: non è esagerato stimare altri 200 mila € necessari per risistemare tutto – aggiunge il sindaco. E non è finita -: ci sono poi i danni ai privati: la richiesta alla Regione, al quale è stato chiesto lo stato di calamità e che quindi girerà la richiesta all’Unione Europea, che ha dei fondi appositi, è di 900 € per danni a privati e aziende e di altri 900 € per danni agli operatori del settore agricolo. In virtù di queste tre emergenze – conclude Florindi – è davvero difficile pensare di far quadrare i conti del bilancio”.

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