Conti della Sanità, Chiodi: “L’Abruzzo ha raggiunto risultati storici”

Un avanzo di 60.986.000 di euro ed un utile di 5 milioni. Gianni Chodi, governatore della Regione e Commissario ad acta della Sanità è raggiante. “Mai l’Abruzzo è stato in avanzo di bilancio e mai si è avvicinato così tanto ai livelli essenziali di assistenza richiesti dal Ministero della Salute – ha affermato nel corso della conferenza stampa, accanto a tutti i componenti l’Esecutivo. I risultati storici raggiunti nella gestione “del fenomeno sanitario” e le ragioni, per il presidente, hanno portato ad un miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria abruzzese, certificato dal benchmark del ministero della Salute, in ordine ai livelli essenziali di salute, all’assistenza distrettuale e ospedaliera. Il tavolo di monitoraggio, composto da ministero dell’Economia, della salute, dalle Regioni e dall’Advisor del Ministero ha certificato un utile di 5 milioni rispetto alla perdita di oltre 107 milioni di euro registrata nel 2008, in quella che il Presidente ha anche definito “operazione trasparenza su dati spesso oggetto di strumentalizzazioni operate da senatori che non conoscono e non si informano”. Concorrono alla determinazione dell’avanzo, oltre all’utile di esercizio, 30 milioni di gettito fiscale, escluse le cartolarizzazioni, e la rideterminazione, rispetto alle previsioni del gestito fiscale operata dal Ministero, di 17 milioni di euro. I risultati economici delle Asl, rispetto al 2008, attestano per Avezzano-Sulmona-L’Aquila un utile di 22 milioni, per Pescara un utile di 1 milione 601 mila euro, per Lanciano-Vasto-Chieti una perdita di 2 milioni 285 mila euro e per Teramo un utile di 17 milioni 353.000 euro. Nel periodo 2008-2011 i costi sono aumentati del 1,4 per cento per migliorare e garantire i livelli essenziali di assistenza ma sono stati ridotti sprechi e privilegi. Sulla base di questi risultati Chiodi ha reso noto di aver proposto al Tavolo di monitoraggio governativo che il 4 aprile scorso ha certificato l’avanzo di bilancio, la richiesta di riduzione delle tasse, dopo l’inasprimento subito nel 2007, per effetto del Piano di rientro.

Risanamento ottenuto grazie alla qualità del sistema sanitario, dopo il riequilibrio dei conti, il fattore che determinerà, tra l’altro nel Governo nazionale, la decisione sull’esito del commissariamento. E qui Chiodi lancia strali contro le forze di opposizione: “Il commissariamento – ha chiarito – non lo decido io. Coloro che con il loro comportamento e le loro scelte scellerate hanno imposto di commissariare l’Abruzzo ora vogliono far credere che sia il Presidente a voler rimanere in questo ruolo per gestire in solitudine i conti della sanità. Niente di più falso. E’ vero invece che al risanamento deve seguire l’attenzione alla qualità dei servizi. Questo obiettivo completerà l’azione commissariale”.  “A differenza di quanto una certa opposizione ignara va divulgando, rappresentando una visione difforme dalla realtà – ha dichiarato il Presidente – va evidenziato che il ciclo virtuoso si e’ ottenuto aumentando i costi per le prestazioni di primo livello, che sono passati dai 2.181.816 euro del 2008 ai 2.212.784 del IV trimestre del 2011. E’ la cartina di tornasole di quello che abbiamo da subito sostenuto e cioé che razionalizzare non significa tagliare i servizi ma tagliare sprechi e privilegi, liberando risorse solo nell’interesse del cittadino e di un sistema sanitario di qualità”.

Nel 2010-2011 la spesa farmaceutica e’ diminuita dello 0.32 per cento così come è pure scesa del 5 per cento la farmaceutica convenzionata. Sono invece aumentati i prodotti farmaceutici del 7 per cento.

“E’ un risultato complessivamente positivo perché siamo riusciti a restare dentro un sostanziale equilibrio ma e’ chiaro che dovremo lavorare con i direttori generali delle Asl per capire se è possibile scendere ancora sulla farmaceutica ospedaliera”.

Rispetto al 2008 sono pure diminuiti i costi derivanti dalle prestazioni da privati, non solo cliniche, passati da 381.060.000 del 2008 agli attuali 373.765.000. In particolare, per quanto riguarda la prestazioni da privato ospedaliera, nel periodo 2008-2011, si è avuta una riduzione del 7,3 per cento, mentre da privato per la riabilitazione extra ospedaliera una riduzione dell’8 per cento. E’ rimasto invariato il costo del personale per il periodo 2008-2001 per effetto del blocco del turn over, una delle sanzioni previste dal Piano di rientro.

“Un dramma – ha evidenziato il Commissario – perché non ha consentito agli ospedali di salvaguardare la continuità delle loro performance”. L’attività di risanamento ha quindi avuto come effetto anche quella di ottenere lo sblocco della sanzione e di assumere 1.118 tra medici e operatori del comparto, già vincitori di concorso, consentendo “ai nostri ospedali una stabilità delle attività ed una immediata ripresa della loro operatività a regime”.

Sul fronte dei costi per i beni e i servizi viene registrato nel 2008-2011 un aumento complessivo del 6,1 per cento. “Su questo segmento ci sono ulteriori margini di razionalizzazione e di miglioramento – ha spiegato il Commissario. Pensate che solo per aver proceduto ad una gara unica del farmaco abbiamo consentito in tre anni un risparmio di 60 milioni di euro. Lo stesso è accaduto per la gara sui vaccini e per quella sul 118”.

Grazie all’avanzo economico e alla posizione finanziaria netta positiva pari a 21 milioni di euro è stato possibile abbassare anche i tempi di pagamento delle fatture dei dispositivi medici di almeno 29 giorni, con la migliore performance fatta registrare dall’ospedale di Pescara, scesa dal 2010 a 80 giorni. In sostanza, nel periodo 2008-2010 il totale dei debiti della Regione si è ridotto del 4 per cento passando da 2.544.802 a 1.422.25; risultato che accanto all’avanzo economico e alla posizione finanziaria netta positiva ha portato l’Abruzzo definitivamente fuori dalla lista nera delle regioni canaglia. “Finora abbiamo parlato di conti economici che non sono ragionieristici ma fatti politici. Non voler avere più debiti non e’ una scelta ragionieristica ma tutta politica perché abbiamo deciso di non gravare sui giovani abruzzesi, pregiudicando il loro futuro. Il percorso virtuoso è un fatto politico perché vogliano dare speranza all’economia e al tessuto sociale della nostra regione”.

“In passato, si discuteva di come pagare i debiti che si erano accumulati nel tempo. Oggi, invece, si studia come utilizzare al meglio le risorse che sono a disposizione perché i conti, e quindi i bilanci, sono in ordine”. Un cambiamento radicale per una Regione come l’Abruzzo che, oltretutto, rappresenta un segnale di speranza per il futuro e che l’assessore al Bilancio Carlo Masci ha tenuto a far rimarcare. Lo stesso assessore ha, inoltre, sottolineato le difficoltà legate alla estrema rigidità del Governo sia in merito alla scelta della Regione di destinare ad altri settori risorse non più utilizzate in sanità sia in relazione alla volontà della Giunta regionale di limitare, il più possibile, la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. “Nella finanziaria 2011 – ha spiegato Masci – avevamo introdotto una norma che consentiva di non pagare il ticket quando il costo della prestazione fosse inferiore al ticket stesso. Invece, il Governo l’ha impugnata sostenendo che il ticket va, comunque, pagato. Nella stessa Finanziaria – ha proseguito – avevamo previsto un’altra norma che prevedeva l’utilizzo di ben 33 milioni di euro. Si tratta di 20 milioni provenienti dal pagamento del bollo auto delle annualità 2010 e 2011. Risorse che non rientravano più nei piani operativi della sanità e che abbiamo deciso di utilizzare per il sociale. In secondo luogo, c’erano 13 milioni di euro derivanti dalle accise sulla benzina che avevamo accantonato per pagare la rata di mutuo dei 200 milioni di euro che il Governo ci aveva concesso come anticipazione per pagare i debiti del 2004, del 2005 e del 2006. Tuttavia, nel 2011, non abbiamo fatto quell’anticipazione, cioé non abbiamo utilizzato quei fondi, perché non ne avevamo necessita’. Così, abbiamo pensato di destinare quei 13 milioni di euro a spese obbligatorie dei trasporti”.

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