Bper, Odorici spiega il piano: “Se non avessimo dato vita alla fusione Bls e Carispaq sarebbero scomparse”

Ieri l’incontro a L’Aquila con i vertici, e funzionari della Carispaq, oggi il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio e lo stato maggiore della Banca popolare di Lanciano e Sulmona. Agenda particolarmente fitta  per l’amministratore delegato della Banca popolare dell’Emilia Romagna, Luigi Odorici e del direttore del personale Giuseppe Corni per l’atteso giro in Abruzzo. D’altro canto, sul tavolo c’è il nuovo piano industriale della Bper, che prevede la fusione per incorporazione Carispaq, della Bls e delle laziali Banca Popolare di Aprilia e Meliorbanca. Un piano che, tra l’altro, comporterebbe per le due banche abruzzesi circa 230 esuberi – definizione che non piace all’ad di Bper -, un centinaio nella banca aquilana e 130 nella Bls.

Insomma, una incorporazione certamente non indolore per due istituti di credito sia sotto l’aspetto occupazionale, che per mantenere quel radicamento sul territorio che è stato negli anni fondamentale per il mondo imprenditoriale. Prospettive che hanno sollevato la reazioni delle amministrazioni comunale de L’Aquila, Lanciano e Avezzano.

Odorici, ieri nel capoluogo di regione e stamattina a Chieti, con Di Giuseppantonio, è stato chiaro: “Il gruppo Bper sta affrontando con successo una congiuntura difficile grazie al proprio assetto consolidato ed efficiente. In questa fase, però, la mancata crescita dell’economia incide in misura rilevante sui ricavi. Ciò impone di affrontare una nuova sfida per mantenere i livelli di eccellenza raggiunti: bisogna semplificare la struttura, diminuire i costi, sfruttare le sinergie. Questo è lo scenario di riferimento del piano industriale 2012-2014 che il Consiglio di amministrazione ha recentemente approvato. Le banche che entreranno nella Grande Bper, conserveranno il proprio marchio, mentre saranno create strutture divisionali per garantire il mantenimento dell’autonomia attraverso una catena decisionale corta”.

Insomma, un piano per reggere l’offensiva delle concorrenti e le trasformazioni in atto nel mondo finanziario, senza perdere di vista le caratteristiche territoriali e sul rapporto fiduciario. “D’altro canto la territorialità sulla quale si parla tanto non è il solo valore che porta benefici nel conto economicità delle banche – precisa Odorici nell’incontro con la stampa a Lanciano, insieme al direttore generale della Bls, Guido Serafini -. Ce lo insegnano proprio i grandi gruppi stranieri, che sono sempre pronti ad approfittare di situazioni critiche per conquistare altre fette di mercato. Saremmo esposti a queste offensive se non puntassimo sull’efficienza, fondamentale per la redditività. Nulla sarà come prima quando usciremo da questa crisi”.

Ma è stata presa in esame la possibilità di dar vita a una banca regionale?

“Se avessimo dato vita a una banca regionale Bls e Carispaq sarebbero scomparse – risponde secco Odorici -. Invece, le abbiamo mantenute con i loro marchi, resteranno con le stesse autonomie per l’erogazione dei crediti, probabilmente lo stesso numero di sportelli e lo stesso personale. Oggi c’è l’esigenza di razionalizzare e ridurre i costi, ma si procederà con interventi graduali”.

Già la razionalizzazione dei costi, un discorso che porta dritti al tema più scottante: le ricadute occupazionali. Che interessano i 631 dipendenti della Bls e 451 della Carispaq? Un chiarimento arriva dal direttore del personale di Bper, Giuseppe Corni: “I dati  che circolano sono fonti di stima. Le analisi sono ancora in corso. L’informativa ai sindacati per aprire un tavolo, non è stata ancora inviata. Le soluzioni più opportune saranno ricercate con il contributo delle rappresentanze sindacali. Il nostro piano industriale prevede che l’impatto sull’occupazionale sia minimo – precisa Corni -, comunque condivisa con le parti sociali. L’impatto sulle risorse desta sempre qualche preoccupazione: entro il 2014 avremo 450 persone in meno. Nel dettaglio, per quanto riguarda la Bls il piano interessa 130 lavoratori che saranno ricollocate; si procederà alla loro riconversione in attività commerciali, facendo così fronte all’allargamento dell’orario degli sportelli; per il recupero crediti; per la formazione dei più giovani presso la Bper, per poter poi essere rimessi sul territorio;  si procederà ai pensionamenti. Se tutto questo troverà condivisione avremmo messo in pieno una logica economica importante”.

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