Lanciano, impresario di spettacoli evade al fisco 7 milioni di euro

7 milioni di euro di ricavi fiscali nascosti. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Lanciano a conclusione di una rilevante verifica che ha interessato un impresario di spettacoli danzanti, P.T., il quale, fin dal 2006, non ha presentato le previste dichiarazioni fiscali. La ricostruzione del volume d’affari da parte delle Fiamme Gialle al comando del tenente Marta Compagnone, è stata piuttosto complicata ed è stata effettuata facendo ricorso anche agli accertamenti bancari, rilevando così i flussi finanziari transitati sui conti correnti intestati al verificato. È stato possibile accertare un occultamento di ricavi conseguiti nell’esercizio dell’attività di impresa per un ammontare pari a circa 6 milioni di euro ed una successiva evasione fiscale anche nel settore dell’IVA per un importo pari ad euro 1 milione.  Le violazioni constatate, con specifico riguardo all’omessa dichiarazione dei redditi per gli anni 2006-2010, hanno assunto rilevanza anche sotto il profilo penale: l’impresario, infatti, è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria in quanto ritenuta responsabile del reato previsto all’art. 5 del D.Lgs. 74/2000, punito con la pena della reclusione da uno a tre anni. I finanzieri, inoltre, nell’ambito dei provvedimenti emessi dal G.I.P. in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Lanciano, hanno eseguito il sequestro preventivo “per equivalente” di una autovettura, 2 immobili e alcuni terreni, nonché delle somme depositate per un valore di circa 500.000 euro, ai sensi dell’art. 321, co. 2 c.p.p. e dell’art. 1, co. 143 della Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008).

Secondo le indagini svolte dalla Finanza e partite un anno fa, l’imprenditore, che svolgeva intermediazione di spettacoli musicali e danzanti, aveva accesso a 16 diversi conti correnti bancari, è comproprietario con la sorella di due villette ad Archi del valore complessivo di 650mila euro, di un’automobile Mercedes Classe A e di alcuni terreni. La Procura di Lanciano, che ha raccolto la denuncia della Finanza, ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro dei beni mobili e immobili riconducibili all’evasore totale per un valore di circa 500mila euro: al termine del procedimento penale, che dovrebbe essere attivato nei prossimi giorni con la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Ruggero Dicuonzo, i beni sequestrati andranno a risarcire le casse dell’erario.

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