Chieti, il Vice Sindaco Di Paolo rincara la dose: sono ancora tanti gli impiegati con mentalità retrograda e che fanno il proprio comodo.

Bruno Di Paolo, dopo aver scatenato le accese proteste della RSU comunale e ricevuto le reprimenda del Sindaco Di Primio dimostra di essere un  uomo che non ama nascondersi, né tantomeno tornare indietro. Il Vice Sindaco ha, infatti, tempestivamente emesso una nota a mezzo stampa, dove emerge con assoluta chiarezza la sua volontà a non recedere di un passo. In riferimento poi alle voci diffusesi stamane su alcuni giornali che ventilavano l’ipotesi di un ritiro delle sue deleghe dichiara “ … non mi risulta che a tutt’oggi ci siano atti ufficiali che riguardano il mio ruolo istituzionale all’interno del Comune di Chieti. Nella giornata di ieri si sono rincorse molte voci sull’esito dell’incontro avvenuto tra il sottoscritto ed il Sindaco e qualche giornalista ne ha tratto, forse troppo frettolosamente, la conclusione che questo fatto aprisse la strada al ritiro delle mie deleghe. In realtà l’incontro con il Sindaco è servito solo a chiarire il senso vero delle mie esternazioni su Dirigenti e Dipendenti Comunali che hanno avuto risonanza negli ultimi giorni sugli organi di stampa, sottolineando come sia del tutto indispensabile, ora più che mai, che ciascuno sia tenuto a concorrere al buon funzionamento della macchina amministrativa a cominciare da noi Amministratori per arrivare all’ultimo dei lavoratori. Nella medesima circostanza ho anche ribadito che questa Amministrazione è stata votata con un grande suffragio elettorale perché la Città chiedeva a gran voce un cambiamento radicale e sostanziale e noi abbiamo il sacrosanto dovere di non deludere le aspettative dei nostri elettori. Una analisi che ha trovato il pieno conforto anche da parte del Sindaco Di Primio che ha riconosciuto come sia indispensabile dare segnali forti rispondendo in questo modo ad una precisa richiesta che è giunta forte dai cittadini”. La nota di Bruno Di Paolo prosegue poi in direzione di una risposta reindirizzata alle accuse a lui rivolte dalle RSU del Comune di Chieti “Sul senso delle mie dichiarazioni circa il personale Comunale ribadisco che i Dipendenti non sono tutti uguali e soprattutto tutti meritevoli di pari elogi perché se è vero che ce ne sono moltissimi che meritano lo stipendio e forse anche una medaglia per l’impegno che mettono ogni giorno nel fare il proprio dovere, al contempo ve ne sono tanti altri – quelli che non hanno capito ancora lo spirito di questa Amministrazione che punta molto sull’efficienza della macchina comunale – che restano testardamente ancorati nella retrograda mentalità che essendo impiegati pubblici e, quindi, non licenziabili possono fare il proprio comodo. Per questo, pur comprendendo il risentimento della RSU che vedono nella difesa dei diritti dei lavoratori un loro specifico compito, ricordo che dovrebbero fare un preciso distinguo tra i dipendenti meritevoli e quelli lavativi per non cadere in una difesa generalizzata che non giova a nessuno finendo per demotivare anche quelli che fanno appieno il loro dovere”. Per concludere, a riguardo delle critiche da lui stesso rivolte ai Dirigenti,  il Vice Sindaco afferma che quanto da lui esternato non aveva il senso di una generica accusa denigratoria ma che “ … era solo un pungolo affinché siano più responsabili avendo un ruolo determinante nell’Amministrazione quale snodo attraverso il quale gli indirizzi politici assumono valenza pratica ed operativa. Ne con i Dirigenti ne tantomeno con il Personale ho voluto essere offensivo sul piano personale, ma solo un legittimo e doveroso richiamo affinché siano maggiormente partecipi al raggiungimento di un obiettivo che deve essere comune: cambiare in meglio questa Città”.  Non ci sono quindi, ad eccezione di una forma solo apparentemente conciliante, concreti accenni rivolti a quietare le tempeste che stanno agitando la giunta Di Primio. La tensione è ancora molto alta e forse la contesa non cesserà di alimentare altre polemiche nei prossimi giorni. Al momento sono ancora del tutto imprevedibili gli sviluppi. Alla luce di quanto esternato, è lecito però chiedersi “Sarà possibile ancora a lungo far finta di avere un’identica politica gestionale delle risorse umane?”. Speriamo di non dover consegnare ai posteri l’ardua sentenza.

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