Morte Morosini: il dolore della fidanzata e degli amici arrivati a Pescara

Non c’è pace per la scomparsa di Piermario Morosini. La tragica morte dello sfortunato centrocampista del Livorno, morto ieri allo stadio Adriatico durante la partita con il Pescara, ha colpito tutti, sportivo e non.

Questa mattina, la fidanzata del giocatore ex Under 21 (nella foto a sinistra, Morosini con la maglia della Nazionale), è andata nell’obitorio dell’ospedale civile del centro adriatico per il riconoscimento della salma. La ragazza,  Anna V. è arrivata ieri sera a Pescara, circondata da amici suoi e del giocatore giunti stamattina da Bergamo: con lei le compagne della squadra di pallavolo di Brembate, nella quale gioca e gli uomini della Digos che, insieme ad altri quattro compagni, l’hanno portata all’obitorio.
Scene di dolore e strazio all’obitorio, all’uscita: la ragazza ha spiegato a tutti che l’autopsia verrà effettuata domani mattina, poi, davanti alle sue amiche e agli amici del fidanzato è crollata in lacrime abbracciando alcuni di loro e mormorando tra i singhiozzi: “Sembrava sorridesse, era bellissimo”.
Morosini è morto ieri per un arresto cardiaco. L’atleta è crollato a terra dopo mezz’ora di gioco. Inutili i tentativi di rianimazione sul campo e all’ospedale, dove l’ambulanza è rimasta bloccata per un minuto da un’auto dei vigili in divieto di sosta. La Figc ha sospeso tutti i campionati nel fine settimana, anche la serie A.
Morosini, nato a Bergamo il 5 luglio 1986, era cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta. Nel 2004 era passato all’Udinese e con la maglia bianconera aveva esordito in Serie A nella stagione 2005-2006. Successivamente aveva indossato le casacche di Vicenza, Reggina e Padova prima del trasferimento al Livorno nel gennaio di quest’anno. Morosini era entrato nel giro delle Nazionali azzurre nel 2001 con le prime apparizioni nell’Under 17. Nel biennio 2007-2009 aveva collezionato 18 presenze con l’Under 21 partecipando all’Europeo di categoria.

Non si placano le polemiche sulla vicenda dell’autovettura dei vigili urbani che ieri, per qualche minuto, ha intralciato l’arrivo sul campo di un’ambulanza dei soccorsi allo stadio Adriatico-Cornacchia.

Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, ha annunciato che domani mattina, dopo il risultato dell’inchiesta interna, deciderà se prendere provvedimenti. “Non vorrei che questa vicenda confondesse la funzionalità dei soccorsi che ieri non è stata scalfita. Saremo equi e inflessibili, è evidente la grande leggerezza di chi ha lasciato in quel posto l’auto, ma in quella situazione non ha funzionato niente. Vorrei però che non si prendano scorciatoie, e non si accusi per questo il ritardo dei soccorsi, che non c’è stato. So che nell’immaginario collettivo l’ambulanza è quanto di più celere deve arrivare, ma ieri i primi soccorsi erano quelli sul campo e ci sono stati. In quel caso l’ambulanza – ha proseguito il sindaco – era solo un mezzo di trasporto successivo, infatti quando poi è entrata in campo è rimasta minuti in attesa di caricare il giocatore per portarlo in ospedale. Non per fare lo scaricabarile, ma lo stadio è a disposizione della società, e mentre la viabilità esterna compete al comune, dentro si delegano altri soggetti. Dalle prime risultanze informali che ho, il vigile urbano che aveva a disposizione l’auto era comunque al lavoro all’interno dello stadio anche se i primi confronti non sembrano essere convincenti”.

Agente che il comandante della Polizia municipale di Pescara, Carlo Maggitti ha definito preoccupatissimo. “E’ rimasto malissimo ed è quasi in stato di choc. Si tratta di un bravo ragazzo, rimasto profondamente colpito in relazione alla paura che una sua distrazione possa essere stata concausa di quanto accaduto”.

La Procura della Repubblica di Pescara, come si sa, ha aperto un fascicolo sulla morte di Morosini. Il pubblico ministero Valentina D’Agostino, ha ufficializzato che l’autopsia verrà effettuata domani dal dottor Cristian D’Ovidio “ma per l’incarico e i quesiti posti bisognerà attendere che siano passate le 24 ore dal decesso. Sulla base della perizia il pm valuterà se esistono gli estremi di un eventuale reato da iscrivere”

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