Abruzzo, piccole e medie imprese in piena crisi: nel 2012 hanno chiuso 5 mila 130 aziende

I dati di Unioncamere parlano chiaro: il primo trimestre 2012 è il peggiore dal 1995 per le piccole e medie imprese abruzzesi, con ben 5 mila 130 aziende. Quasi mille in più rispetto allo stesso periodo del 2011 quando avevano chiuso 4.227 aziende.. A denunciare maggiormente la congiuntura negativa è tuttavia il saldo fra chiusure e nuove aperture: -2.205 fra gennaio e marzo 2012, a fronte del -456 dello stesso periodo dell’anno precedente.

Il colpo maggiore è stato ricevuto dal commercio, che chiude il primo trimestre 2012 con -929 imprese nel saldo fra aperture e chiusure ed una perdita secca di 442 attività commerciali nella sola provincia di Pescara.

Il commercio perde colpi anche nelle altre tre province: -199 a Teramo, -149 a Chieti, -139 a L’Aquila. Male anche l’artigianato, che in tutto l’Abruzzo perde 744 aziende nel saldo fra nuove aperture e chiusure: un tonfo che vede stavolta primeggiare negativamente Teramo (-338), seguita dall’Aquila (-170), Pescara (-126) e Chieti (-108).

Regge, seppur in un contesto negativo, il settore del turismo, che include anche ristorazione e pubblici esercizi: nel complesso dell’Abruzzo il saldo della natimortalità è -191, e il settore a Teramo lascia sul campo 79 aziende, a Chieti 53, a Pescara 39, all’Aquila appena 20. «Siamo stati facili profeti – spiegano il presidente di Confesercenti Beniamino Orfanelli ed il direttore Enzo Giammarino – perchè i segnali che arrivano dalla nostra base associativa sono ogni giorno più pesanti. Ma ora si tratta di individuare la strada per ripartire. Le imprese sono strozzate da una concentrazione di imposte, tasse, minori incassi e difficoltà di ottenere finanziamenti: un mix micidiale che le spinge verso la chiusura. Lo sblocco dei fondi per facilitare l’accesso al credito, in una situazione di così grave emergenza economica, deve diventare senza mezzi termini la priorità assoluta della comunità abruzzese, da risolvere nel giro di pochi giorni”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *