I tifosi con disabilità del Pescara protestano per l’Adriatico. Questa il testo

Siamo rimasti tutti profondamente colpiti dalla vicenda dello sfortunato calciatore Piermario Morosini, straordinaria persona che fin da piccolo ha drammaticamente conosciuto il significato del termine “disabilità”.

La sua morte ha riproposto la questione del problema sicurezza dello stadio Adriatico. E’ necessario pertanto, che la sua morte insegni qualcosa a tutti noi!

E’ da moltissimo tempo infatti, che i tifosi disabili fanno notare come il nuovo stadio adriatico, ristrutturato da pochi anni e costato alla collettività dieci milioni di euro, sia privo della sicurezza necessaria indispensabile a una persona con disabilità per poter essere messa in salvo in caso di emergenza.

E’ noto che le persone disabili sono state sistemate tra la tribuna e la curva nord, (in una gabbia di ferro) senza via di fuga. L’unica via di fuga si chiama “ascensore”. Dobbiamo ricordare che prima della ristrutturazione esisteva una rampa che accedeva alla pista di atletica, eliminata a favore delle scale: siamo senza parole!!!

Dopo la morte del calciatore tutti si sono preoccupati di trovare un capro espiatorio. Le parole comuni sono leggerezza e superficialità, ma quante altre volte le macchine hanno ostruito l’ingresso dello stadio? Ora ci è scappato il morto e tutti devono difendere l’onore o l’onorabilità delle istituzioni e della città.

Le elementari norme sulla sicurezza ordinano di non prendere l’ascensore in caso di emergenza ma, dato che questa è l’UNICA via di fuga che esiste nello spazio riservato alle persone disabili e, dato tra l’altro, che l’ascensore può caricare solo due carrozzine per volta (ricordiamo che i tifosi disabili sono mediamente sessanta a partita) non ci resta che immaginare il dramma che rischia di avverarsi ad ogni incontro in caso di una qualunque emergenza!

Concludo salutando a nome dell’ Associazione che rappresento il giovane Piermario Morosini: noi non ti dimenticheremo, non dimenticheremo il tuo coraggio di “piccolo grande uomo” che ha insegnato tanto a tanti e proprio per questo proponiamo di intitolare alla Tua memoria il settore disabili dello Stadio Adriatico “Cornacchia”, ma solo quando questo sarà completamente messo in sicurezza. Da anni infatti, stiamo portando avanti questa battaglia di civiltà e speriamo a questo punto che l’esperienza di vita di Piermario, contrassegnata dalla disabilità, sia da monito per tutti noi e che la sua tragica morte, avvenuta proprio a Pescara, costituisca l’elemento propulsivo per portare a termine la messa in sicurezza del nostro settore.

Ciao Piermario, ti vogliamo bene.

Montesilvano, 18 aprile 2012

Claudio Ferrante, Presidente Carrozzine Determinate Abruzzo

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