Crisi del mercato, la Sevel annuncia ricorso alla cassa integrazione. La Fiom: “Avevamo ragione noi”

La Sevel ha comunicato ai sindacati territoriali, compresa la Fiom Cgil, che farà ricorso  alla cassa integrazione ordinaria nei giorni 28 maggio e 11 luglio 2012. Nella comunicazione dell’azienda, si parla di cig dovuta anche ad un calo del mercato.

“Aveva ragione la Fiom – esclama Marco Di Rocco, segretario generale per la provincia di Chieti -. Per mesi hanno messo la testa sotto la sabbia nascondendo la crisi mentre adesso viene fuori  un futuro negativo  per lo stabilimento atessano. Tra maggio e giugno la fabbrica resterà chiusa il 7-8-9 maggio, 28 maggio, 11 giugno. I 380 lavoratori somministrati con scadenza 28 aprile, probabilmente, lasceranno la fabbrica. Inizia una crisi importante per il territorio abruzzese. Ci avevano detto che, uscendo dalla Confindustria, cacciando la Fiom, sottoscrivendo il contratto di Pomigliano lo stabilimento avrebbe risolto i problemi di competitivita’ e di produttivita’? La Fiom Cgil ha chiesto alla direzione Sevel un incontro sindacale per esperire la procedura di cassa integrazione e, per capire il futuro produttivo dello stabilimento. Chiediamo ai sindacati  la convocazione urgente di un assemblea retribuita per affrontare la situazione critica in cui versa lo stabilimento”.

Da Torino  Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom si dice “preoccupato che inizi, con la cassa integrazione alla Sevel in Abruzzo, la crisi anche del veicolo commerciale che fino ad oggi aveva tenuto sui mercati ed è grave che vengano licenziati i 350 interinali”. La Sevel, infatti, ha confermato questa decisione. “Il governo invece di dare alla Fiat il passaporto per andarsene all’estero – aggiunge Airaudo – dovrebbe richiamare l’azienda alle sue responsabilità verso il Paese”.

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