A Cupello presentazione della Carciofesta 2012

Protagonista assoluto di questo evento gastronomico è un ortaggio, che ha una storia antichissima, quasi  mitologica: il carciofo. Gli Egiziani lo consumavano prima di andare in guerra, perché, credevano, stimolasse forza e coraggio…i Romani ne vantavano le virtù afrodisiache(“Venere stimulat”), botanicamente è imparentato col cardo e con la margherita, rappresenta uno dei più felici incontri tra scienza e natura:se ne contano circa quattrocento varietà in tutto il mondo, ma vediamo perché il Carciofo “Mazzaferrata” di Cupello, è il “Re” e la “Res Tipica” della nostra terra.

Tra le tante varietà di Carciofo coltivate in Italia, con il Catanese, diffuso in Sicilia, Puglia e Basilicata, lo Spinoso sardo, praticamente esclusivo della Sardegna, e il Romanesco del Lazio e della Campania, si colloca il Mazzaferrata, cultivar autoctona di grandissimo valore sia in termini nutrizionali, che economici e di conservazione delle biodiversità. Un Carciofo straordinariamente diverso da tutti gli altri per la dimensione dei capolini, uno dei capolavori di questa millenaria opera di selezione e miglioramento. Un capolavoro che impareremo a conoscere meglio.

(Il viaggio continua a Cupello, nei saloni della Mostra dedicata al Carciofo Mazzaferrata)

“La Carciofesta non è una sagra, ma un progetto innovativo a livello gastronomico, un momento di esaltazione della parte sociale ed economica del paese, relativo all’agricoltura”tiene a precisare il Sindaco di Cupello, Angelo Pollutri,” un ingranaggio che vede dal 2005, ogni due anni, la sinergia di produttori, ristoratori e Cooperativa San Rocco”.

“E’ una grande operazione di marketing per la comunità di Cupello perché essa in questi giorni deve presentarsi come una sposa, bella e attraente, deve mettere in evidenza tutte le peculiarità, che costruisce nell’arco dell’anno. E’ una grande vetrina , una grande kermesse.

Noi ci auguriamo che questa iniziativa sia frequentata con la stessa grande affluenza di pubblico degli anni precedenti. I ristoratori, che fanno parte del circuito  e che ha aderito alla Carciofesta, hanno fatto tanto per portare a tavola un prodotto di eccellenza con un menù a prezzo fisso. Nonostante il momento di grave criticità che anche l’agricoltura attraversa e il tono minore dell’iniziativa, vogliamo salvaguardare una risorsa così preziosa del nostro territorio.”

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