Chieti, De Chirico. L’apocalisse e la luce a Palazzo De Mayo

“De Chirico. L’apocalisse e la luce”, questo è il titolo della mostra evento organizzata dalla Fondazione Carichieti e in programma a Palazzo de’ Mayo dal 27 aprile al 15 luglio 2012. Il percorso della rassegna  offre al pubblico teatino una nuova ermeneutica dell’opera del maestro della metafisica. Si parte dall’Apocalisse, un’opera densa d’inattese atmosfere serene e di puerile candore, per  ammirare poi altre cinquantaquattro opere, tutte, inaspettatamente, più fantasiose che inquietanti. Di De Chirico si conosce tutto ma del tutto studiata è, invece,  la sua tematica religiosa, che a partire   dagli anni Quaranta si sviluppa in un continuum ignorato dai più, ma dagli esiti formali straordinari quanto quelli delle opere più celebri del Maestro. Sono inserite nella mostra sia le venti litografie prodotte nel 1940 e pubblicate nel 1941, sia le altre ventidue litografie, tutte dipinte ad acquarello dal Maestro e aggiunte nell’edizione del 1977. Nell’esposizione si aggiungono poi capolavori quali il  Buon samaritano e San Tobia e i viandanti, entrambi del 1939, l’ Annunciazione del 1954 e ilTondo Doni da Michelangelo del 1975. Ogni mostra di questo calibro ha naturalmente il suo culmine in un capolavoro e nel nostro caso il dipinto più eclatante di tutta la rassegna è senza alcun dubbio La salita al Calvario, il capolavoro sacro di de Chirico. La  tela di dimensioni maestose, fu prodotta nel 1947 e per molti anni conservata, quasi nascosta gelosamente, dallo stesso Maestro nella sua casa. L’opera, restaurata per l’occasione dalla Fondazione Carichieti, arriva dalla chiesa di San Francesco a Ripa di Roma, dove è posta sulla tomba di de Chirico e della sua amata moglie Completano la rassegna altri due capolavori: il Gesù divino lavoratore del 1951 e la  Crocifissione del 1950.

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