Gubbio vs Pescara 0 a 2

GUBBIO VS PESCARA 0 a 2

Marcatori: 76’ Sansovini, 87’ Insigne

GUBBIO(3-4-1-2):Farabbi; Almici (28′ st Buchel) Cottafava, Caracciolo, Benedetti, Mario Rui; Boisfer (19′ st Sandreani), Obiora, Guzman (39′ st  Lofquist), ; Graffiedi, Ciofani . A disposizione:Marinelli,Briganti,Raggio Garibaldi,Ragatzu.All. L.Apolloni

PESCARA (4-3-3): Anania; Balzano (24′ st Zanon), Romagnoli, Capuano, Bocchetti; Nielsen (40′ st Gessa), Verratti, Cascione; Caprari (28′ st Sansovini), Immobile, Insigne A disposizione:  Cattenari, Soddimo,  Brosco, Maniero.All. Z.Zeman

ARBITRO:Gennaro Palazzino di Ciampino

I Assistente:Gianluca Masotti di Bologna

II Assistente: Paolo Evangelista di Avellino

IV Ufficiale di gara: Giuseppe Cifelli di Campobasso

NOTE: Pomeriggio torrido, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Verratti, Cascione,Gessa,Romagnoli, Corner: 10 a 1 per il Pescara. Spettatori 5000 di cui   circa 2000 supporter pescaresi.

GUBBIO- Vince il Pescara  e rimette tutto in pari ma sono seviti 4 pali 10 occasioni da gol e almeno 2 rigori recriminati. Due a zer0 con Sansovini che risolve la questione appena entrato e con Insigne  bravissimo a trasformare l’assist di Zanon anche lui tenuto ai margini in avvio. Con un successo simile che conferma la salute tecnica, fisica e tattica del Pescara i tanti di fede biancazzurra  presenti a Barbetti possono solo sognare. Ma la festa era annunciata. Lungo l’accidentato percorso che conduce allo stadio eugubino era tutto uno sventolio di bandiere pescaresi e un coro unanime pieno di entusiasmo che ha rinverdito antichi fasti..Sulla gara, dunque, tutto secondo copione, Zeman, arruolato anche egli ai vecchi adagi popolari, mette in campo lo stesso undici che ha fatto faville a Padova.. Fuori ancora Zanon e Sansovini e dentro Bocchetti nella linea bassa a sinistra, insieme a Balzano messo a destra con Romagnoli e Capuano  davanti  Anania. A centrocampo i soliti Nielsen, Verratti e Cascione, mentre in attacco  si rivedono, appunto, Caprari, Immobile e Insigne. Sul fronte umbro Luigi Apollloni, costretto a fare a meno di Donnarumma e Lunardini, vara un atipico 4-3-2-1 costituito da Caracciolo, Cottafava e Benedetti a difesa di Farabbi, in mediana Almici,Boisfer,Obiora Nwankwo,Mario Rui, Guzman rifinitore dietro Ciofani e Graffiedi.

 

Il pubblico è quello delle grandi occasioni, da Pescara sono arrivati in circa 2000 persone, decise a sostenere la squadra, in questo ultimo e decisivo scorcio di stagione ma, lo stadio eugubino, il “Pietro Barbetti”, è più adatto per la sauna che per una gara di calcio.

Finisce 0 a 0 il primo tempo ma va detto subito che ,al solito,  stato un monologo biancazzurro. La compagnia zemaniana nel forno del teatro Barbetti  è stato l’unico e solo mattatore con almeno 5 nitide occasioni da gol e due rigori molto dubbi reclamati, a ragione. Insomma il consueto refrain che, al termine dei 45 minuti, non ha dato ragione alla compagine pescarese. Non basta il taccuino per annotare le tante pallegol costruite in 45 minuti dalla Zeman’s band ma almeno le due traverse fatte  tremare in un minuto da Caprari e Insigne  non possono essere taciute. Come la palla buttata da, zero metri zero, dal funambolo napoletano grida ancora vendetta. E che dire dei due penalty protestate dai pescaresi per falli su Immobile? Poco e nulla, la speranza è che il Pescara sappia essere anche stavolta più forte dei torti subiti. Proprio qui dove San Francesco fece il famoso miracolo al lupo, il popolo biancazzurro aspetta che nella ripresa venga reso inoffensivo il Gubbio.

E i panni del buon Francesco stavolta li veste il capitano Sansovini, tenuto in panca per  tre quarti di gara. Appena messo il piede in campo fa vedere la rabbia accumulata. Va dentro  nella prima sortita ma,  l’ennesimo  palo, si oppone  riprende la sfera e, stavolta, sfonda la rete. Uno a zero ed è poco. Infatti, di lì a  qualche giro di lancette,  una vera magia di Zanon,   illumina Insigne. Il funambolo partenopeo  prima, addomestica di petto la sfera, poi   batte al volo  di rara precisione dove  il malcapitato Farabbi nulla può. Due a zero e tutti a casa, al caldo.

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