Lettera aperta alla società, i giocatori della Tercas chiedono di essere pagati

La vittoria di mercoledì scorso se ha dato alla Tercas Teramo la matematica certezza della permanenza in serie A non ha certo dissolto le nuvole grigie che ancora gravano sul futuro della squadra. Subito dopo la partita era stato Ramagli a chiedere chiarezza su questo punto ed oggi sono invece i giocatori e tutto lo staff tecnico ad indirizzare una lettera aperta alla società, dove chiedono non solo il pagamento degli emolumenti arretrati a loro dovuti ma anche la pronta risposta di chi ha il dovere di fare luce sulla difficile situazione economica in cui versa la società. «Abbiamo onorato la maglia che portiamo addosso per tutta la stagione – scrivono i ragazzi della Tercas- ma crediamo che sia giunto il momento di rendere pubblico il nostro disagio di lavoratori non retribuiti. La società teramana denuncia da tempo una grave crisi economica e il patron Lino Pellecchia, dirigente di riferimento, più volte ha dichiarato pubblicamente che sulle casse societarie pesa l’enorme buco della gestione precedente, in cui lo stesso Pellecchia era dirigente assieme al presidente Carlo Antonetti. Già per motivi economici a inizio anno la guardia Goods aveva preferito rientrare negli States e qualche velato malcontento era serpeggiato in squadra. Ciononostante, la squadra aveva ribadito fiducia nella dirigenza e aveva proseguito nel suo impegno fino alla salvezza raggiunta». Aggiungono inoltre «rispetteremo i colori biancorossi fino alla fine di questo campionato ma denunciamo con amarezza la mancanza di rispetto per il nostro lavoro e per la nostra professionalità. Abbiamo aspettato invano risposte sul nostro futuro e non riceviamo quanto ci è dovuto da troppo tempo». Capitan Lulli e tutti gli altri biancorossi della Bancatercas Teramo dichiarano infine di scrivere «nella speranza che i nostri sforzi di atleti e di uomini non vengano vanificati da chi dovrebbe garantire la prosecuzione del sogno sportivo dei veri tifosi della pallacanestro a Teramo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *