Decifrata l’epigrafe in lingua osca, impressa su un’antica tegola in terracotta, scoperta all’interno di una delle tombe venute alla luce a San Giovanni in Venere a Fossacesia

E’ stata decifrata l’enigmatica epigrafe in lingua osca, impressa su un’antica tegola in terracotta, scoperta all’interno di una delle tombe tardo antiche a “cappuccina” venute alla luce agli inizi di aprile in un terreno adiacente all’abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia. Artefice della traduzione è il prof. Adriano La Regina, noto archeologo e docente universitario già soprintendente alle antichità di Roma, uno dei pochi esperti del nostro Paese capace di tradurre scritti in lingua osca in italiano. Il significato dell’iscrizione, illustrato nei giorni scorsi dallo stesso prof. La Regina durante un affollato convegno svoltosi presso il Polo Museale Santo Spirito di Lanciano, è il seguente: “Gli dei (sono) propizi con imminenti responsi (scritti) al più vicino (tra i due)”. Il prof. La Regina e gli archeologi della Soprintendenza regionale sostengono che l’epigrafe in lingua osca, rinvenuta sotto lo scheletro di un defunto di sesso maschile, sia molto interessante. L’importante ritrovamento archeologico sarebbe infatti correlato a particolari riti propiziatori pagani, nei quali i sacerdoti del tempio proponevano alle divinità la scelta della persona più anziana tra le due attraverso i cosiddetti “responsi oracolari”.

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