Omicidio Rigante: il giovane ucciso per uno sgarro a un nomade ora ricercato dalla polizia

La polizia di Pescara dà la caccia a Massimo Ciarelli, 29 anni (foto a sinistra), il nomade che ieri sera, intorno alle 22, avrebbe colpito e ucciso con un colpo di pistola Domenico Rigante, di 24 anni. Fatale per lui la ferita riportata a un fianco e nonostante i soccorsi, il giovane è spirato poco dopo all’ospedale civile di Pescara.

Il nome dell’assassino, un nomade già conosciuto alle forze dell’ordine, sarebbe stato fatto proprio da Rigante, prima di spirare.

Raccapriccianti le modalità dell’omicidio, maturato per dare una ‘punizione’. L’azione punitiva messa a punto dal gruppo di nomadi del quale faceva parte anche il ricercato, secondo quanto ha ricostruito finora la squadra mobile pescarese, ha avuto inizio qualche minuto prima delle 22.

Nella serata di ieri Domenico Rigante, che era un ultras biancazzurro (nella foto a sinistra, tra i tifosi allo stadio Adriatico-Cornacchia – foto da FORZAPESCARA.COM), era a casa di amici a vedere una partita di calcio in tv, in via Polacchi. Con lui c’era anche il gemello Antonio. Sul tardi, mentre Antonio Rigante era in strada con un amico, in piazza Grue, sono arrivate un’auto e una moto, o forse uno scooter. C’erano sei o sette persone in tutto, in parte con il volto coperto, che si sono lanciate in direzione di Antonio Rigante, e hanno iniziato a sparare.

L’amico si è dileguato subito, lui è fuggito riuscendo a farla franca. Il gruppo ha fatto quindi irruzione nell’appartamento dove c’era Domenico Rigante e, sempre in base alla ricostruzione della polizia, lì sarebbe nata una colluttazione durante la quale è stato esploso il colpo di pistola che ha raggiunto il tifoso pescarese.

Trovano conferma le prime indiscrezioni trapelate ieri sera dopo il sanguinoso fatto. Alla base dell’azione punitiva, un episodio avvenuto qualche giorno prima nel centro storico del capoluogo adriatico. Con il fratello gemello di Domenico Rigante, Antonio,  il nomade, con il quale sarebbe nato un diverbio, avrebbe minacciato Rigante e gli avrebbe detto “io ti ammazzo”. La squadra mobile, diretta da Piefrancesco Muriana, quindi, non si esclude che ieri sera, Massimo Ciarelli abbia promosso una spedizione punitiva contro Antonio Rigante e poi abbia per errore colpito il fratello gemello.

Ciarelli, da ieri sera è irreperibile.

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