Omicidio Rigante, Pescara ora è preoccupata sull’escalation di violenza. I rom: “Guai a generalizzare perché significherebbe aiutare proprio che delinque”. In arrivo rinforzi in città

Tensione e preoccupazione. Pescara vive un altro momento difficile e cerca di uscirne evitando il peggio. L’uccisione di Domenico Rigante, infatti, potrebbe avere conseguenze tanto che la Questura ha alzato il livello di guardia. Sono in arrivo rinforzi dalle Marche per meglio organizzare il controllo del territorio. Il pericolo è un’escalation di intolleranza nei confronti dei rom, che vivono nel capoluogo adriatico. E distinguere i buoni dai cattivi potrebbe essere un esercizio che qualcuno potrebbe anche non fare.

“Il responsabile di questo episodio va preso e messo in carcere, così come ogni criminale. Voglio esprimere a nome dei rom le condoglianze alla famiglia del ragazzo deceduto. È però necessario ribadire che la comunità rom non è delinquente –  dice il presidente nazionale della Fondazione Romanì e dell’associazione abruzzese Ciliclò, Nazareno Guarnieri -. Generalizzare sarebbe un grave errore perché significherebbe aiutare proprio che delinque”.  Guarnieri sottolinea inoltre di aver ricevuto centinaia di telefonate da rom pescaresi, “spaventati per il rischio di eventuali ripercussioni”.

E’ fuor di dubbio, però, che qualcosa va fatto, perché Pescara è al centro di gravi episodi di criminalità. “È una brutta tragedia che merita una profonda riflessione – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano – Una escalation di violenza che mi preoccupa moltissimo. Auspico un intervento concreto delle forze dell’ordine e misure severe contro gli autori dell’orrendo gesto, con l’obiettivo di restituire tranquillità e serenità nella comunità pescarese”.

La Destra, con il segretario provinciale di Pescara, Alessandro Baldati,

sollecita l’intervento massiccio delle forze dell’ordine e del Comune di Pescara. “Si pone ancora una volta – spiega Baldati – la questione riguardante la sicurezza a Pescara. Per l’ennesima volta ci troviamo a sollecitare un intervento più massiccio delle forze dell’ordine, che non si fermi ad un pattugliamento sterile delle strade, ma che si concretizzi nel trasferimento dietro le sbarre dei troppi malviventi che popolano la nostra città. Chiediamo, inoltre – sottolinea Baldati – che l’amministrazione comunale attui una politica dell’integrazione delle etnie rom tramite campagne di sensibilizzazione, assistenti sociali, vigili urbani, segnalazioni ai tribunali dei minori. C’è bisogno di promuovere le seguenti linee guida: rispetto delle regole; rieducazione ad un senso civico che attualmente manca; una vita improntata al lavoro e alla non violenza; educazione corretta dei figli, che devono frequentare la scuola sviluppando la loro cultura e le loro possibilità di riscatto sociale».

Domenico Pettinari, Segretario Provinciale Codici ricorda che “negli ultimi mesi diverse volte ho denunciato che alcuni noti pluripregiudicati di Via Caduti per Servizio se ne andavano girovagando in strada con la pistola a vista, alcune volte la cacciavano dalla cintola e la rimettevano dentro proprio per farla vedere ad alcuni nostri attivisti della zona del quartiere Fontanelle che prontamente mi contattavano per riferirmi il clima da far west. Ho pubblicamente denunciato che gli stessi alcune volte si ‘dilettavano’ a sparare in aria o a sparare contro alcuni lampioni, danneggiando anche il pubblico patrimonio. Per noi scoprire oggi che una macchina coinvolta in un omicidio sia stata poi ritrovata in Via Caduti per Servizio, tanto più se si parla di una Fiat 500 che secondo le nostri fonti – se confermata essere la stessa – viene da tempo utilizzata da una nota famiglia di pluripregiudicati sita vicino ai civici 27, 25 di via Caduti per Servizio, ci fa rabbia ma non ci sconvolge più di tanto. Perchè – continua Pettinari – da tempo andiamo gridando che Via Caduti per Servizio e per l’esattezza i civici 25,27 e 29 della via rappresentano il centro nevralgico di gran parte delle attività illecite e delle azioni violente che si consumano nella nostra Pescara”.

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