Omicidio Rigante, resta alta la tensione a Pescara. Gli ultras biancazzurri vogliono che i rom siano cacciati dalla città

Resta alta la tensione a Pescara dopo l’omicidio di Domenico Rigante, assassinato nella serata del 1° maggio scorso. Questa mattina, in occasione della riunione del comitato dell’Ordine pubblico presieduta dal prefetto, gli ultras della tifoseria di Pescara si sono presentati in piazza Italia, e hanno sistemato uno striscione nel piazzale del municipio con su scritto “Avete cinque giorni per cacciarli dalla città”. Chiedono alle istituzioni che le famiglie di etnia rom abbandonino il capoluogo adriatico perché non vivono rispettando la legge. Gli ultras intendono organizzare una manifestazione pubblica per domenica mattina. All’appuntamento dovrebbero partecipare anche i rappresentanti delle forze dell’ordine e il prefetto Vincenzo D’Antuono.

Sul fronte delle indagini, le forze dell’ordine sono sempre alla caccia di Massimo Ciarelli, indicato da Domenico Rigante, prima che morisse, come il rom che impugnava la pistola dalla quale è stato esploso il colpo che lo ha raggiunto la vittima ad un fianco. Nel pomeriggio, alle 15, sarà eseguita l’autopsia del giovane ultras. Il pm che sta coordinando il caso, Salvatore Campochiaro, ha affidato stamani l’incarico per l’autopsia a Giuseppe Sciarra e ha anche incaricato come consulente il perito balistico Gaetano Rizza, del Gabinetto interregionale della polizia scientifica di Ancona, uno degli esperti arrivati a Pescara nei mesi scorsi a seguito del delitto di Italo Ceci, l’ex componente della banda Battestini ucciso in pieno centro, a Pescara, a colpi di pistola.

Per domani pomeriggio alle 15 sono stati fissati poi i funerali di Rigante nella chiesa di Villaggio Alcione. Il sindaco Luigi Albore Mascia ha annunciato la propria partecipazione.

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