Grosseto vs Pescara 2-4. Nonostante un altro torto arbitrale.

MARCATORI: 32’ Alfageme (aut); 42’ Insigne; 52’  Nielsen; 65’ Sansovini; 74’ Sforzini, 94’ Sforzini.

GROSSETO: 4-4-2: Viotti; Petras, Olivi, Antei, Calderoni; Mancino (46 Misuraca), Crimi, Ronaldo, Caridi; Alfageme ( 46’ Sciacca), Sforzini. A disposizione:All. Ugolotti

PESCARA: 4-3-3: Anania; Balzano, Romagnoli, Capuano, Bocchetti; Nielsen, Togni (56’ Kone) Cascione; Insigne (67’ Gessa), Maniero, Caprari ( 55’ Sansovini). A disposizione: Cattenari, Zanon, Brosco, Soddimo. All. Zeman

Arbitro: Gallione di Alessandria (Vicinanza di Albenga – Manna di Isernia)

NOTE- Giornata di sole, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Crimi. ESPULSO: al 61 Ronaldo per somma d’ ammonizioni. Ammoniti: Crimi, Togni, Anania; angoli 2-4 recupero: 1′ pt, 4′ st

GROSSETO- Vince e convince il Pescara. E fin qui nulla di nuovo, nemmeno l’ennesimo svarione  arbitrale che prima ha regalato un rigore inesistente ai maremmani e, comminato un’assurda ammonizione ad Anania che, diffidato, sarà costretto a saltare la partitissima col Torino. Una sfida fondamentale perché ora il testa a testa tra i pescaresi e i torinisti è cosa fatta e, c’è da giurare,  che  arriverà fino in fondo.

Il trainer Ceco manda in mediana Togni, in luogo dello squalificato Verratti e Maniero a fare la torre al posto dell’indisponibile Immobile. Solo questo, e tanto basta. Confermatissimi, invece, gli altri nove undicesimi della formazione che nelle ultime tre gare è parsa irresistibile. Così, con questa certezza, Sansovini e Kone se ne fanno una ragione e se ne stanno buoni buoni in panca.

Sul fronte toscano, l’allenatore dei maremmani,  si affida alla compagine ampiamente annunciata nel corso della settimana. Davanti al portiere Viotti mette: Petras, Olivi, Antei, Calderoni. A centrocampo si affida a: Mancino, Crimi, Ronaldo, Caridi, con le due punte di ruolo e qualità che sono Alfageme e Sforzini.

Il Pescara ha voglia di vincere per proseguire il discorso con le altre pretendenti alla promozione nella massima serie. Il Grosseto,dal canto suo, non ha nulla più da chiedere al campionato. Ne nasce allora una gara da temi e motivi scontati. I  biancazzurri, si sa, hanno nel dna il gioco offensivo  ma nell’impegno odierno la tendenza è  decisamente più accentuata. Il primo tempo infatti scivola via secondo  un copione già visto:  la compagine di Zeman stabilmente nella metà campo capace di creare occasioni da gol in quantità esagerate. Come trascurare, tra le tante, la percussione di Balzano, al 22’, verticalizzazione per Maniero che, solo davanti a Viotti non riesce a fare centro. Una sorta di prova generale   per una rete che giunge dieci minuti dopo. Sempre Balzano si concede un altro   bell’affondo da cui fa scaturire un preciso cross per Maniero, irrompe Alfageme e, nel tentativo di anticiparlo, maldestramente mette nella propria porta. La partita, in soldoni, finisce qui. Da questo momento in avanti  è il solito monologo biancazzurro sul testo zemaniano. Altri 10 minuti e Insigne, si veste da libellula e, in punta di ali, giunge nell’area opposta, qui assesta  un tiro ad incrocio che Viotti vede appena.

Il secondo tempo si apre come il primo. Pescara avanti e Grosseto dietro. E allora vai con la giostra biancazzurra. In soli 20 minuti si assiste ad un’altra impresa tecnico- balistica di Insigne, pronto a trovare Viotti in affanno e costringerlo alla corta respinta. Irrompe Nielsen e fa 3.  Gara in fresco e Zeman, dà la stura alle sostituzioni. Fuori Caprari e dentro Sansovini. Anche al Sindaco bastano appena 10 minuti per riprendere il suo discorso mai interrotto col il gol. Palla filtrante di Insigne per Cascione che lo imita, sulla verticale va il “capitano” e fa poker. Un gol pesante specie per la botta rimediata dal fantasista di scuola partenopea. Insigne lascia il posto a Gessa e tutti col fiato sospeso per capire qualcosa in più sull’entità dell’ infortunio. Ma c’è ancora il tempo per assistere all’ennesimo furto commesse a spese dei pescaresi. Sforzini si butta in area nei pressi di Anania, Gallione abbocca e concede il tiro dagli undici metri. Cosa gravissima è che sventola il cartellino giallo sul muso del portiere biancazzurro, in diffida, costringendolo, così, a saltare per squalifica il delicatissimo match interno col Torino. Dal dischetto lo stesso attaccante si vede respingere il tiro dall’estremo difensore biancazzurro ma sulla ribattuta non sbaglia. A tempo scaduto firma la sua personale e immeritata doppietta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *