Il Pescara mata il Toro e diventa capolista

Pescara vs Torino 2 a 0

Marcatori: 11’ Insigne, 45’ Immobile

PESCARA: Ragni, Zanon, Romagnoli, Capuano, Bocchetti, Nielsen, Verratti, Cascione (86’ Gessa), Sansovini ( 80’ Kone), Immobile (71’ Caprari), Insigne. A disposizione:  Cattenari, Brosco, Balzano, Maniero. All. Z. Zeman

TORINO: Benussi, Darmian, Ogbonna, Di Cesare, D’Ambrosio , Iori (75’ De Feudis), Basha, Sgrigna,  Stevanovic (46’ Surraco), Pasquato ( 64’ Meggiorini), Antenucci. A disposizione: Morello, R. Bianchi, Zavagno,  S. Masiello.

ARBITRO:  Piero Giacomelli di Trieste. I Assistente:  Alfonso Marrazzo di Tivoli ( Rm); II Assistente: Giacomo Paganessi di Bergamo; IV Ufficiale di gara:  Leonardo Baracani di Firenze

NOTE- Giornata di sole, temperatura estiva, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Capuano, Zanon, Romagnoli, Di Cesare. Corner 2 a 2. Spettatori: biglietti 17458 più 2882 abbonati. Tot spettatori 20340 per un incasso di € 172.511,00.

PESCARA- “ Torneremo in serie A” , con il pubblico dell’Adriatico festoso, per il risultato, la classifica e la prestazione, arriva il triplice fischio di Piero Giacomelli che sancisce, una volta per tutte, la superiorità dei pescaresi sui granata. Il più classico dei risultati permette ai biancazzurri di regalare ai quasi 22 mila, record di presenze allo stadio pescarese, un’emozione incredibile che, quasi certamente, renderà più concreti anche i sogni dei più pessimisti. Ma, certamente, va detto, e senza esagerazioni, che così si gioca solo in Paradiso. Non a caso ora il pescara é primo in classifica anche se in attesa dei recuperi di martedì.

Nel giorno del suo 65mo genetliaco, Zeman festeggiato prima del fischio d’inizio con la partecipazione corale di tutti i  circa  22mila dell’Adriatico si presenta con qualche  sorpresa delle sue: fuori Balzano reduce da una botta al ginocchio durante la settimana e dentro Zanon più pronto. Gli altri dieci undicesimi restano stabilmente gli stessi ormai da più di 5 mesi. Obbligato il cambio in porta al posto dello squalificato Anania un giovane e pimpante Ragni. Ma la vera novità è l’impiego dal primo minuto del “capitano” Sansovini con Caprari che va a sedersi vicino al suo allenatore.

Sul fronte granata colpisce subito la scelta di Giampiero Ventura: dopo  aver proclamato di giocarsela alla pari con il tecnico Ceco, manda in campo un attacco costituito essenzialmente da una sola punta: Antenucci e due centrocampisti: Sgrigna e  Stevanovic, per buona pace dei due bomber: Meggiorini e Bianchi che finiscono in panchina. Il modulo adottato dal tecnico torinista è quindi un 4-3-3 solo sulla carta perché sul campo sa molto di 4-3-2-1. Nella zona nevralgica si adoperano Basha, Iori e Pasquato che fanno da muro per tenere al sicuro i 4 di difesa: Darmian,Di Cesare, Ogbonna e D’Ambrosio vicinissimi al portiere Benussi.

E con una simile scelta tattica il motivo della gara non può essere che uno Pescara all’attacco e Torino ben coperto pronto a ripartire per qualche imbucata giusta. Così il Pescara indosso subito i panni del torero, e con un paio di stoccate lo mette seduto. Ma a farlo capitolare, dopo soli 11 minuti, è la lama di Verratti che,  prima la fa luccicare, poi la passa ad Insigne  per il colpo decisivo.

Il Toro cerca di reagire ma il fisico e la mente non sono sempre lucidi. Il Pescara, dal canto suo, controlla e, spesso, lo terrorizza. Ma per vedere l’apoteosi, il trionfo del dogma calcistico secondo Zeman bisogna attendere la fine del primo tempo. Azione corale portata da Cascione che trova Nielsen, tentativo di percussione del danese appena accennato palla di scarico per Zanon che, col piedino sensibile, accarezza il ciuffo biondo di Immobile bravo quanto preciso a mandare tutti negli spogliatoi sul 2 a 0.

La ripresa si apre con i due tecnici che lasciano sostanzialmente immutati i due  schieramenti. Zeman, però, inverte, di tanto in tanto, la posizione dei due esterni d’attacco: Sansovini a sinistra e Insigne a destra. E il motivo, ovviamente, è da ricercare nell’intenzione del tecnico boemo di non dare riferimenti certi ai due difensori. Certo a facilitare il compito ai biancazzurri su tutti ci pensa  Iori. Il metodista granata è in giornata storta e vanifica ogni giocata dei suoi regalando spesso palla ai pescaresi. Così, forse con colpevole ritardo, lo sostituisce con De Feudis imbarazzante. A questo punto Zeman decide di fare di necessità virtù  e mette nella mischia Kone di Sansovini sistemando il proprio scacchiere in un insolito 4-4-2. Si va avanti così fino al termine con le due squadre che recitano, secondo il proprio copione,  le parti ben  scritte.  A dare una piccola nota stonata alla giornata l’ammonizione comminata a Romagnoli che lo costringerà a saltare il recupero col Livorno.

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