Al Marrucino grande successo della Carmen

All’Opéra-Comique di Parigi, esattamente il 3 marzo dell’anno 1875, andò in scena la prima della Carmen: fu un fiasco clamoroso. Il dolore di Georges Bizet fu talmente grande da contribuire largamente alla sua morte, avvenuta a tre mesi di distanza. Il 13 maggio 2012, al Teatro Marrucino di Chieti, la stessa opera, dopo più di un secolo di successi in tutti i teatri del mondo, torna a trionfare in un allestimento sapientemente raccontato dal regista De Lucia e straordinariamente diretto dal Maestro Moresco. Bisogna premettere che la Carmen è un’opera di difficile progettazione e di ancor più difficile realizzazione, perché fu pensata e scritta dal suo autore in una doppia prospettiva, realistica e impressionistica. Da qui la necessità di collegare musica, ballo, canto e recitativi in una forma complessa e impegnativa.  Per questo motivo negli anni si è di necessità fatta virtù, operando spesso la facile scelta della trasposizione della storia in epoche a noi più vicine o addirittura contemporanee.  Il risultato è stato spesso scadente e comunque falsificante rispetto allo spirito originale di un’opera così intensa e piena di colori, sia visivi che musicali. L’impegno registico è di quelli importanti, proprio perché la realizzazione scenica ha la necessità di rispettare e riflettere con esattezza il forte potere suggestivo della musica. De Lucia c’è riuscito offrendo una visione rispettosa e fedele della storia, senza indulgere al facile tentativo di riletture lontane dalla sensibilità dell’autore e dalla comprensione degli spettatori. Ma se un bravo va al regista, è d’obbligo offrire un plauso, lungamente tributato anche dal pubblico della prima, al Maestro Moresco, che ha saputo leggere e riprodurre con straordinaria raffinatezza l’orchestrazione di un’opera, che dal punto di vista tecnico risulta ad altissimo coefficiente di difficoltà. Curatissima è stata la molteplicità di impasti sonori, che hanno sostenuto credibilmente le atmosfere ispaniche della storia. La musica è riuscita quindi nel miracolo di sostenere sempre la storia e la scena, offrendo ai presenti emozioni intense e suggestive che si sono sciolte alla fine in un applauso lunghissimo e dirompente. Mi si permetta infine di menzionare la protagonista, Larissa Demidova. Una scoperta per i teatini, affascinante e unica. La cantante, dotata di una forte presenza scenica ha infatti messo in mostra una vocalità oggi rarissima, che la inserisce di diritto nel novero delle grandi Mezzosoprano di ogni tempo. La sua voce di colore, profonda e punteggiata di sentimenti, piena di luci abbaglianti e di ombre oscure e profondissime, la rendono perfetta nel ruolo di Carmen, consegnandola alla storia e ai successi di quest’opera. Martedì 15 si replica alle ore 21.00.

 

 

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