Porto canale ancora bloccato. Altra interpellanza della D’Incecco (PD) al Governo

Mancanza di interlocutori, ritardi e burocrazia hanno messo in ginocchio la marineria pescarese, impossibilitata a operare a causa del mancato dragaggio del porto canale. La vicenda non è di oggi ma nonostante gli incontri, le riunioni, i vertici e qualche promessa volata qua e là, tutto è fermo da mesi. Alcune imbarcazioni sono riuscite a trovare ospitalità nel porto di Giulianova, ma la maggior parte della flotta peschereccia pescarese è bloccata. Così, per la terza volta in poche settimane, la questione, che sta assumendo contorni incredibili, è approdata di nuovo a Montecitorio. A sollevarla, la deputata abruzzese del Pd, Vittoria D’Incecco, che in aula ha illustrato una sua interpellanza urgente al Governo. “La vicenda del porto di Pescara si presenta, a tratti, kafkiana. Interventi sbagliati e la mancata manutenzione dei fondali hanno determinato la paralisi dello scalo pescarese, e per tutte le attività che ruotano intorno ad esso, sia sul fronte della pesca che sul fronte commerciale. Qualcosa si era mosso ma dopo una lunga vicenda, anche giudiziaria, oggi tutto è di nuovo fermo. Il Governo deve intervenire subito”.

La risposta del Governo è arrivata per bocca del sottosegretario all’Ambiente, Tullio Fanelli. “La competenza – ha detto – è ormai pienamente della Regione; ciò nonostante il Ministero dell’ambiente continuerà a dare il proprio supporto, anche attraverso gli enti vigilati, per individuare e porre in atto una tempestiva soluzione operativa delle complesse problematiche evidenziate – ha replicato Fanelli. Una risposta che non ha soddisfatto la D’Incecco: “Il Governo non può limitarsi a dire di chi sono le competenze. La questione è di chiara rilevanza sociale ed economica e riguarda tutti. Si convochi presso il Governo, con urgenza, un tavolo su questa emergenza. Vengano chiamati i rappresentanti degli enti locali, i parlamentari abruzzesi, i soggetti interessati; si mettano tutti intorno a un tavolo e il Governo coordini un intervento articolato, una strategia, nella chiarezza dei ruoli di ciascuno. Se qualcuno non fa la sua parte bisogna incalzarlo, bisogna chiarire chi deve fare cosa, senza che vi sia alcun dubbio. Ma questo va fatto con estrema urgenza, perché non possiamo aspettare neanche più un giorno”.

Soprattutto non hanno più pazienza i pescatori. E non solo. Lo scalo marittimo, di fatto, presenta criticità tali che non permettono l’approdo di navi, causando gravi ripercussioni sugli scambi commerciali e conseguenze all’ambiente. Le merci, infatti, vengono trasportate su gomma, facendo aumentare il traffico dei mezzi pesanti.

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