Adesso ammazzateci tutti!

Colpire una scuola, significa colpire i giovani, volerli intimorire, intimidire, ridurre al silenzio. Colpire con una bomba vuol dire “state attenti, vi colpiremo alle spalle, non ci vedrete mai in viso, quando avvertirete il pericolo sarà troppo tardi”. In altri tempi questo vile attacco avrebbe avuto forse ragione di una realtà giovanile spaccata, divisa, incoerente, attonita, ma oggi … no, questo non accadrà. La gioventù italiana, messa all’angolo, calpestata, irrisa, priva di qualsiasi supporto, vessata, adesso anche trucidata nel suo luogo più vissuto, la scuola … reagirà. Lo farà con tanta disperazione ma anche con tanta forza che l’attuale gerontocrazia ancora avidamente posta al centro dei poteri legali e illegali di questo paese sarà presto spazzata via e cancellata dalla storia. Lo farà senza violenza ma solo avvalendosi della forza delle idee e della natura che vuole che solo i giovani possano con le loro energie e la loro fantasia creare un mondo nuovo e far rivivere di speranza questa Paese. Presto, senza fragori, chi sulle bombe vigliacche ha scritto la storia dell’Italia degli ultimi cinquant’anni, chi ha edificato le proprie fortune sulle ingiustizie e i privilegi, chi ha disegnato una gerarchia sociale fondata sulle divisioni generazionali, dove un’ottantenne prende una pensione di tremila euro al mese e un giovane se è fortunato vive con un lavoro precario di poche centinaia di euro, presto …  chi ha causato tutto questo……. sparirà …… senza rimpianti. Oggi anche l’Abruzzo piange Melissa.

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