Ballottaggi: Paolucci (PD) ora chiede un cambio in Regione. Psi entusiasta dei risultati. Sospiri (PdL): “A Montesilvano vince strana alleanza”

“Si volta pagina – dice il segretario regionale del PD, Silvio Paolucci, subito dopo l’esito dei ballottaggi a L’Aquila, Avezzano, Montensilvano, Ortona e San Salvo, un 4 a i per il centrosinistra. “La netta vittoria del Partito Democratico e del centrosinistra al primo turno – aggiunge Paolucci – non era provvisoria: oggi si consolida una pesantissima sconfitta di una intera classe dirigente del Pdl e di un sistema incapace di governare e dare le risposte ai cittadini. Chiodi viene battuto nella città in cui ha gestito malissimo il ruolo di commissario per la ricostruzione – sottolinea Paolucci –, il coordinatore del suo partito, Piccone, perde nell’ex feudo di Avezzano, il vicecoordinatore regionale Di Stefano a due passi da casa, Ortona, e l’astro nascente Sospiri a Montesilvano. Gli abruzzesi ci hanno dato una grande responsabilità: quella di costruire un futuro per questa regione. Una grande vento di cambiamento è quello che attraversa l’Abruzzo. Cialente si conferma Sindaco con largo margine su De Matteis a L’Aquila,  Di Pangrazio a Avezzano, Di Mattia a Montesilvano e D’Ottavio a Ortona, dove prima aveva governato la destra. Il voto premia la richiesta dell’Abruzzo di un decisivo e forte segnale di svolta politica e di governo – analizza il segretario del Psi abruzzse, Massimo Carugno -. Una domanda di cambiamento che viene dalla popolazione abruzzese per un nuovo governo dei territori che guardi alle fasce sociali le più deboli e che al contempo guidi lo sviluppo con una forte attenzione alla sana imprenditoria locale e di ambito e non alle grandi e lobbistiche forze economiche. Con il Centrosinistra vince anche il Partito Socialista Italiano che con due consiglieri a L’Aquila, Padovani e Nardantonio, con Nicola Pisegna eletto a Avezzano e Stefano Di Felice a Montesilvano conferma una forte presenza nel capoluogo e la riporta, dopo molto tempo, nelle altre due città abruzzesi. A Ortona certamente il PSI guidato da Antonio Bruni darà il suo contributo per la formazione della amministrazione attiva. A San Salvo, in netta controtendenza, il centrosinistra, ripetendo la amara esperienza di Guardiagrele, ha dovuto pagare invece le divisioni all’interno del PD.  Una grande svolta politica in Abruzzo e nel P.S.I.,  che sia l’anticipazione della grande svolta politica del paese e della regione in vista delle prossime elezioni del 2013”.

Le reazioni del centro destra sono affidate al Coordinatore provinciale del PdL di Pescara, Lorenzo Sospiri, che per quanto riguarda il quinto comune più importante d’Abruzzo, Montesilvano, accetta “la sconfitta” ma puntualizza che è questa è maturata “di misura in termini di numeri e di percentuali, frutto della strana alleanza dell’Italia dei Valori con Sel, Futuro e Libertà e Udc, un’alleanza che oggi ci preoccupa in termini di governabilità che inevitabilmente avrà ripercussioni su un territorio come Montesilvano, che ha invece bisogno di una guida solida e forte”. Sospiri poi analizza i numeri e parla di sconfitta di misura “in termini di percentuale, con una forbice di 5 o 6 punti, frutto evidente non di una preferenza verso un programma di governo o di un candidato, ma piuttosto di una traballante e dubbia alleanza di Di Mattia con Fli, Sel e Udc ed esprimo sin d’ora dubbi e preoccupazioni sull’effettiva governabilità. I numeri ci dicono anche che Di Mattia ha visto ridursi i numeri delle proprie preferenze, mentre Manola Musa è cresciuta in termini di consensi personali, ma il dato più significativo è quello dell’astensione: al secondo turno ha votato solo il 48 per cento degli aventi diritto rispetto al 67 per cento del primo turno, con una differenza di quasi venti punti percentuali.Ricominciamo però dal Pdl come primo partito della città adriatica, registrando un forte calo dei votanti tra il primo e il secondo turno delle elezioni, quasi venti punti percentuali in meno, segno della disaffezione del territorio alla politica. Dovremo ricominciare da questi dati, riportando la gente alle urne”.

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