Le Rsu e i lavoratori della Honda chiedono confronto con il ministro Passera e la proprietà sul futuro produttivo dell’azienda sangrina

“Siamo circa 647 dipendenti Honda e circa 60 somministrati, dopo diverse procedure di mobilità e  per il quarto anno consecutivo, nel periodo di alta stagione (gennaio-luglio) siamo costretti a fare cassa integrazione. In sintesi vi riportiamo i nostri numeri della crisi: dal 2008 al 2012 la nostra produzione è passata da  circa 180.000 moto e scooter a 67.100, da  800.000 motori power a 305.000 e da settembre i motori dell’SH 125 e 150 non saranno più prodotti ad Atessa, ma in Vietnam”.

Comincia così la lettera a firma delle Rsu della Honda Italia di Atessa,  inviata alle segreterie dei tre maggiori sindacati e che tra i numeri esposti racchiude la forte preoccupazione per il futuro industriale della fabbrica nipponica in Italia. I delegati sindacali della Honda chiedono, a nome di tutti i lavoratori dello stabilimento presente in Val di Sangro dal 1981, l’apertura di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del ministro Corrado Passera e della proprietà giapponese per affrontare i temi del lavoro che, secondo i lavoratori, e’ sensibilmente diminuito negli ultimi 4 anni. “Per il quarto anno consecutivo, nel periodo di alta stagione gennaio/luglio siamo costretti a fare cassa integrazione – si legge nella lettera inviata alle segreterie abruzzesi di Cgil, Uil, Cisl -. Nel corso dei 40 anni di attività abbiamo condiviso con diversi accordi sindacali lo sviluppo locale e gli investimenti all’interno dello stabilimento di Atessa per garantire l’occupazione e un futuro ai circa 2.200 dipendenti della Honda e dell’ indotto. Nel corso delle assemblee con i dipendenti della Honda Italia – scrivono le Rsu della Honda nella lettera inviata anche alle segreterie provinciali di Fiom, Uilm e Fim Chieti – abbiamo fatto il punto sulla crisi, informandoli sui contenuti dell’incontro che abbiamo avuto l’11 maggio 2012 con il presidente della Honda Italia Mr. Oyama. Il Presidente ci ha comunicato che ci sono 13 nuovi modelli da allocare nelle fabbriche “piu’ idonee”, ma alla Honda – sottolineano le Rsu – arriveranno i PCX 125/150 e il Vision 50 solo per essere assemblati con volumi insignificanti per la capacità tecnologica e produttiva del nostro stabilimento. Azienda di assemblaggio e nessun modello importante per il mercato mondiale: questo sarà il nostro futuro se non interverrà la proprietà giapponese. Pertanto la R.S.U. e i lavoratori hanno deciso di chiedere il vostro intervento – conclude la lettera – per avere a brevissimo un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del dott. Corrado Passera e della proprietà giapponese”.

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