Zeman, l’ultimo templare?

Luciano Moggi, acerrimo e storico denigratore di Zdenek Zeman aveva elogiato il Pescara per la conquista della serie A, affermando che i biancazzurri avevano fatto benissimo e meritato la promozione. Questa mattina però Zeman non ha gradito questi tardivi attestati di stima e ha dichiarato alla sua maniera: «Io non mi voglio rovinare la giornata». Metafisico e surreale, come sempre.  Strano e paradossale è il mondo pallonaro che sino a qualche mese fa aveva relegato Zdengo nel limbo degli eretici e che invece oggi lo incensa ed esalta a esemplare figura di santo. Intanto la città di Pescara freme, palpita ed è in spasmodica attesa di una frase lapidaria e stringata che provenga dal severo labbro del boemo e che suoni all’incirca così “Resto a Pescara””. Ora anche i politici si muovono per blindare il santo templare. Domani i biancazzurri verranno premiati in Regione dal presidente Chiodi e dall’assessore Masci, ma qualche ora fa anche il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo ha così tuonato «mentre Zeman porta meritatamente il Pescara in serie A, un centrodestra incapace di garantire persino l’ordinaria amministrazione riesce a rovinare l’immagine della città con manifesti che meritano soltanto disprezzo, a pochi giorni dai drammatici fatti di violenza accaduti nel capoluogo adriatico». Insomma il Ceco è dovunque e comunque! “A prescindere” avrebbe detto il grande Totò. Ma mi chiedo  “è giusto addossare sulle spalle di quest’uomo un carico che altri avrebbero il dovere istituzionale di reggere?” Solo lui potrà salvare la patria e tranquillizzare gli animi, purtroppo ancora accesi e tumultuanti, dopo le immani tragedie umane accadute nelle ultime settimane?” Credo che si stia facendo un po’ di confusione, voluta ad arte, nel tirare la giacca a questo silenzioso e ascetico uomo di sport, che non vuol essere niente di più di quello che è, solo e soltanto un onesto uomo di sport. Il boemo questa mattina  in conferenza stampa non si atteggiato a profeta e nemmeno a taumaturgo. Udite … udite … ha solo parlato di calcio e di programmi, aprendo così le porte ad una eventuale sua riconferma: «I dirigenti e il direttore sportivo Delli Carri sanno cosa c’è da fare per andare avanti. Non penso che sia necessario prendere giocatori che abbiano già giocato in A per fare bene. Se qualche ragazzo andrà via, dovremo prenderne altri di livello su cui lavorare. Ragazzi desiderosi di affermarsi e affamati di calcio. Giocatori che si sentano parte integrante del progetto» Logico e lineare fino alla banalità, quindi sublime. Zeman resterà in riva all’Adriatico e a dispetto di tanti molto presto rientrerà nei suoi ascetici e prolungati silenzi, a dispetto di chi oggi avrebbe l’ambizione di usarlo o peggio di farne un prodotto d’intrattenimento. A guadagnarci saranno solo i tifosi del Pescara. Vi sembra poco?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *