Vertenza Golden Lady: quando sindacati e istituzioni marciano insieme

Cambia la produzione, ma l’occupazione è salva. 385 posti di lavoro (l’80 per cento donne, tutti  riassunti con i contratti nazionali e a tempo indeterminato) conservati un un’area che è a tempo ha chiesto lo stato di crisi. La Val Sinello, che per 4 anni ha tenuto il fiato sospeso in attesa di conoscere le sorti della fabbrica più importante che si trova sul suo territorio, oggi vede aprirsi prospettive nuove.

E’ stato un faticoso viaggio e solo qualche settimana fa sembrava che, nonostante si fosse tentato d’intraprendere alcuni percorsi, in realtà si era imboccato un tunnel senza uscita. La preoccupazione era fortissima per le conseguenze che la chiusura definitiva dell’azienda avrebbe avuto per l’economia dei tanti paesi dell’entroterra, che sopravvivevano con la circolazione dei salari di quei lavoratori. Poi, all’improvviso, la svolta, inaspettata, che assume maggior valore se si considera che l’ancora di salvezza è stata lanciata da marchi italiani e di settori, come quello calzaturiero ad esempio, che in altre realtà italiane, come nelle vicine Marche, ha conosciuto una fortissima crisi e la delocalizzazione di molte aziende in Paesi dell’Est europeo. L’arrivo della Silda Invest (settore calzature) e della New Trade (settore tessile), invece, permetterà, dal prossimo 1 luglio, di riaprire lo stabilimento, che ha cessato l’attività dal novembre 2011. Rimarrà anche la Golden Lady, attraverso un outlet, nel quale saranno impiegate almeno 5 persone.

Certo, l’accordo è stato facilitato anche dagli incentivi e dall’atteggiamento della stessa azienda della calzetteria femminile, che ha concesso alla New Trade parte del capannone in comodato d’uso gratuito per 6 anni, mentre alla New Trade darà 10mila euro per ogni lavoratore che verrà riassunto più l’affitto di un’altra ala del capannone.

Dettagli che non sminuiscono affatto il risultato conseguito, frutto dell’unità dimostrata in questi anni dalle forze sindacali, sempre pronte al dialogo e al confronto con la proprietà della Golden Lady, e dall’impegno profuso dalle istituzioni locali, provinciali e regionali.
I particolari dell’intesa raggiunta ieri al Ministero dello Sviluppo economico, sono stati illustrati dai segretari provinciali della Filctem Cgil, Giuseppe Rucci, Franco Zerra, per la Femca Cisl e Arnaldo Schioppa, della Uiltem Uil. Ora si passa alla fase del riassorbimento delle maestranze. Alla New Trade rientreranno 50 unità dal 1 luglio, 25 dal 1 gennaio 2013, e altre 25 il 1 luglio 2013 fino ad arrivare a 115 dipendenti. Alla Silda, i 250 lavoratori entreranno con la formula delle formazione on the job, formazione per riuscire a realizzare calzature rivolte a un mercato medio alto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *