Liste d’attesa, Zavattaro (Asl2): “Mascitelli criminalizza le nostre scelte”. Il manager attacca anche il Tribunale del Malato

Francesco Zavattaro, manager della Asl Lanciano Vasto Chieti, è andato su tutte le furie per le affermazioni espresse dal senatore Alfonso Mascitelli in merito alle scelte aziendali sull’utilizzo delle somme destinate alla riduzione dei tempi d’attesa.

“L’accusa di aver sottratto fondi delle liste d’attesa è di una gravità inaudita, lo trovo inaccettabile, anche perché configura profili di illegittimità che non appartengono a questa Direzione. E’ stata criminalizzata la nostra decisione di investire su un patrimonio tecnologico obsoleto, insufficiente e vecchio di vent’anni – prosegue il Direttore Generale – e che incide pesantemente sulla nostra produzione. Voglio dire che con le attrezzature che abbiamo a disposizione, poche e spesso mal funzionanti e soggette a guasti ripetuti, non possiamo garantire quei numeri di attività necessari a smaltire una domanda dell’utenza sempre più massiccia. Un’analisi onesta delle cause che hanno prodotto le liste d’attesa che oggi dobbiamo fronteggiare mette sicuramente al primo posto l’inadeguatezza delle nostre tecnologie. Un esempio per tutti: all’ospedale di Chieti abbiamo trovato due Tac di età preistorica, lentissime, che richiedono tempi lunghi per ciascun esame, con la conseguenza che il numero di pazienti trattato diventa limitato. Invece i nuovi apparecchi che saranno installati già nei prossimi giorni, e acquistati con fondi di bilancio, eseguono scansioni velocissime, e permettono non solo di raddoppiare le prestazioni, con riduzione delle liste d’attesa, ma di esporre gli utenti a livelli di radiazioni notevolmente più bassi, con implicazioni evidenti in termini di sicurezza. Situazioni analoghe abbiamo trovato per tutte le altre attrezzature, per cui un adeguamento complessivo era una priorità irrinunciabile. In passato sono state perseguite politiche aziendali di segno diverso per l’abbattimento delle liste d’attesa, che privilegiavano la remunerazione di prestazioni aggiuntive ai medici, ottenendo però risultati insufficienti, come dimostrano le cronache che nel tempo hanno sempre riportato proteste e disagi per i tempi lunghi di attesa. Noi abbiamo compiuto una scelta di segno diverso unicamente nell’interesse dei cittadini, che hanno diritto a un’assistenza adeguata senza essere esposti a rischi derivanti dall’utilizzo di attrezzature vecchie e tecnologie superate. E’ questa la vera sfida, dare una sanità realmente moderna ai nostri cittadini, che passa per un’organizzazione più efficiente e tecnologie d’avanguardia. Le polemiche e gli interessi di parte non ci interessano”.

Non manca, infine, la replica alle accuse di scarsa trasparenza del Tribunale per i diritti del malato: “Le falsità dette quasi quotidianamente dal Tdm – conclude Zavattaro – sono a dir poco desolanti. Posso solo assicurare che quest’Azienda non ha mai negato i documenti ad alcuno, e che l’accesso è garantito dalle norme in materia di trasparenza a cui questa Direzione non si è mai sotratta. I bilanci, come tutti gli altri atti, sono pubblici. Per prenderne visione basta semplicemente seguire quel minimo di procedura che la stessa legge richiede. Perciò non vedo proprio la ragione di tanto livore da parte del Tdm, che evidentemente pensa di svolgere il proprio compito coprendo di insulti un’Azienda che sta investendo tantissimo per migliorare le cose in modo strutturale e non buttando via risorse pubbliche che non producono risultati stabili. A  questa Direzione piacerebbe sapere quale modello di sanità ha in mente il Tdm se non quello basato su sicurezza e qualità dell’assistenza”.

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