Ardizzi scrive a Napolitano: “Pescara senza porto avrà danni ingenti al turismo al commercio e di carattere sociale”

Il colpo arrivato ieri è stato talmente duro che meritava necessariamente  un intervento deciso, mirato. Ezio Ardizzi, presidente della Confcommercio, in alto è andato. Ha inviato una lettera al presidente della Repubblica, per rivolgere un accorato appello a Giorgio Napolitano, affinché prenda a cuore la grave e difficile situazione dello scalo marittimo di Pescara. A far decidere di prendere penna e carta e di scrivere all’inquilino del Colle, la notizia, arrivata ieri, che nella prossima stagione estiva da Pescara non ci saranno collegamenti per la Croazia.

Una mazzata, che va ad aggiungersi ai gravissimi problemi che affliggono da mesi la marineria del capoluogo adriatico a causa dello stato in cui versa il porto canale. Ardizzi, dopo aver interessato i massimi rappresentanti del Governo e delle Istituzioni locali e regionali, ha deciso quindi di scrivere a Napolitano: “rivolgo alla più alta carica dello Stato Italiano un accorato appello in merito alla problematica che riguarda da vicino la città di Pescara e l’intera collettività. Ci rendiamo conto che ben altre e più importanti questioni La impegnano quotidianamente e ad ogni ora, in special modo a fronte degli ultimi drammatici accadimenti che hanno riguardato l’Emilia Romagna, e che purtroppo ci hanno richiamato alla memoria la devastante catastrofe che ha colpito L’Aquila solo tre anni fa. Tuttavia, proprio al fine di evitare ogni possibile ulteriore danno, facciamo leva sulla Sua sensibilità affinché possano individuarsi tutte le misure e le soluzioni atte a porre rimedio alla incresciosa situazione che interessa il Porto di Pescara. Quest’ultimo – spiega Ardizzi nella lettera – necessita infatti da tempo di un’improcrastinabile opera di dragaggio dei fondali i quali, a fronte del successivo accumularsi di detriti e sedimenti, non consentono più la navigazione neanche a barche di piccolo cabotaggio. Questa situazione determina l’impossibilità di accesso sia da parte della flotta peschereccia – una delle principali risorse economiche della città, che dà sostentamento a centinaia di famiglie – sia di navi e/o aliscafi che garantivano precedentemente il collegamento con la Croazia”.

Insomma, danni ingenti dal punto di vista turistico e commerciale, ma in special modo da quello sociale.

Ora Ardizzi, e Pescara in generale, attendono una risposta dal Colle.

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