Chieti, sale l’attesa per la partita di Pagani

Quanto tempo era che non si vedevano sugli spalti dell’Angelini più di 2000 spettatori? Tanto ….troppo! Il calcio negli ultimi tempi è cambiato, la televisione ha narcotizzato le coscienze degli sportivi, che sbadigliando impigriti davanti ai loro monitor HD trovano, non senza ragione, troppo scomodi gli stadi attuali. Chieti non si è sottratta a questa nuova realtà e per tutta la stagione pur portando avanti un campionato di vertice, raramente è andata oltre le mille presenze. La febbre neroverde è tornata a salire solo domenica scorsa, quando la parola play off ha solleticato i ricordi e le ambizioni di un pubblico che sino a qualche anno affollava l’Angelini con un entusiasmo che aveva pochi confronti. La finale play off è l’occasione giusta per ricostruire la trama di un tessuto che, a causa delle tante vicissitudini, negli anni si era un po’ logorato. Roba passata, oggi basta farsi un giretto per il Corso per capire quanta attesa ci sia in tutti gli sportivi per questa partita. Tanti saranno i teatini che domenica andranno a Pagani e in un numero sicuramente maggiore di quelli che quindici giorni si sono recati ad Aprilia. Si calcola che saranno almeno 500 i chietini al seguito della loro squadra e quelli che non partiranno avranno comunque modo di seguire e trepidare in diretta, grazie a Rete8 che si è assicurata dalla Lega Pro la diretta televisiva dell’evento. I ragazzi intanto hanno affrontato al meglio una settimana di dura preparazione agli ordini di un Paolucci, mai visto così carico e determinato. Pare sia rientrato il pericolo di dover fare a meno di Berardino, uscito domenica, dopo una ventina di minuti dal campo, icon un ginocchio malconcio e oggi recuperato a tempo di record. Esclusi dalla partita saranno quindi Lacarra, che sconta la seconda giornata di squalifica, e il laterale Malerba, messo fuori gioco dalla somma delle quattro ammonizioni che lo hanno automaticamente appiedato per la sospensione di un turno. Vista anche l’indisponibilità del lungo degente Cardinali, sarà d’obbligo per l’allenatore teatino spostare Bigoni in fascia mancina e inserire a destra lo scalpitante Serpico. Per il resto tutti confermati e carichi per affrontare con la massima determinazione la partita delle partite, che per importanza è pari solo a quella giocata a Teramo ben undici anni fa per la medesima finale che permetteva il l’accesso in Prima Divisione. Ben più gravi sono invece le assenze della Paganese costretta a giocare dovendo fare a meno di quasi tutto il pacchetto dei titolari di centrocampo. De Martino e Nigro sono stati anche loro appiedati per un turno dal giudice e Tricarico è invece fuori uso per un infortunio. Grassadonia dovrà dunque lavorare di fantasia per armare la zona nevralgica del gioco paganese, avendo a disposizione come giocatore di ruolo solo il classe ’92 Giglio, quest’anno utilizzato solo marginalmente. Un altro figlio d’arte, il giovane Pairetto da Nichelino, sarà dopo Borriello, ottimo arbitro della gara di domenica scorsa, il direttore di questo match di finale,

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